Bergonzoni tra le infinite onde della sua Rimini
L’artista bolognese racconta come è nato il manifesto balneare da lui creato
L’autore: “Questa è una città che non è scosciata ma è nella coscienza”
Rimini affida quest'anno l'ideazione del messaggio che la rappresenti ad Alessandro Bergonzoni, poliedrico artista bolognese impegnato sul fronte del teatro, della scrittura, della radio, del cinema e, da qualche anno, della pittura. Alla conferenza stampa di presentazione del manifesto balneare istituzionale della città che caratterizzerà, a partire dalla Pasqua, la promozione della prossima stagione turistica, spalleggiato dall'Assessore alla Cultura Stefano Pivato, Bergonzoni straripa in un fiume di parole che non lascia dubbi sull'entusiasmo dell'attore per l'iniziativa.
Il manifesto creato da Bergonzoni antepone le parole alle immagini: sotto la head line "Rimini" la scritta "onde per cui" ripetuta all'infinito a simulare il movimento delle onde o sola, enfatizzata, in bianco, sullo sfondo blu. "Onde per cui scendere dal tempo e ammarare; onde per cui rompere le clessidre e spiaggiarsi; onde per cui dire Rimini è come dir rimani; onde per cui cambi arie e non te le dai; onde per cui ci va in vacanza anche la vacanza (quando finisce)", è così che Bergonzoni ci spiega la poetica della sua creazione dotata di una forza simultaneamente misteriosa, evocativa, ironica, aulica, contemporanea, eufonica. E quando gli chiediamo come è nato questo slogan la risposta, alternata da svariati voli pindarici di eccezionale suggestione (la platea dei giornalisti non è mai stata così muta), arriva forte e chiara: "Sono le parole che mi hanno chiamato e hanno voluto stagliarsi sul manifesto. Dietro le parole c'è sempre un pensiero, dietro ‘onde per cui’ c'è l'idea di un'apertura totale a quello che è il pensare la città. Noi partiamo sempre dai bisogni: bisogno del turismo, della visibilità. Con queste parole vorrei che, a prescindere dalle necessità gestionali della vita, cercassimo nuovi interstizi, andassimo oltre alla città strutturata, trovassimo quel confine di Rimini che ha le caratteristiche dell'impensabile, dell'incredibile, dell' inaudito. Onde per cui si deve creare una sorta di viatico per far sì che passi il pensiero. Il mio manifesto è un invito a non distrarsi, al trattenimento, non all'intrattenimento. A vedere la città attraverso il pensiero, l'immaginazione". Alla conseguente e naturale domanda sul che cosa rappresenti questa città invisibile in soldoni Bergonzoni si inalbera un po': "Cerchiamo sempre la concretezza, vogliamo parlare in soldoni ma al momento sarebbe meglio parlare di soldini...La vacanza è nel pensiero, noi possiamo andare in vacanza un minuto ogni ora con la testa, piombare in una Rimini senza traffico, con i lettini sempre liberi, il sole sempre splendente. Preferiamo abbronzarci la faccia ma a volte sarebbe sufficiente abbronzarsi il cervello per andare in vacanza. Rimini ha una sua collocazione nella testa di tutti noi, ed è a questa Rimini che si riferisce il mio manifesto".
Dopo la Rimini femminile e tutta curve di Milo Manara e Jovanotti, di che sesso è la tua Rimini? “È una Rimini eunuca! Non è femmina, non è scosciata ma è nella coscienza. Vorrei che non esistesse la cultura ‘gabinettale’ (wc donne e wc uomini), la parola è erotica, non è maschio nè femmina". Quale vorresti fosse la reazione del turista che incappa nel tuo manifesto quindi? “Qualche ‘perché’, abbinato a qualche ‘allora’ con un'immersione in un ‘ma dai’ accompagnato anche da un ‘non ho capito’...in una parola la pluripossibilità".
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