Il Canevone dei Veneziani

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 25 mar 2009
di Luca Vici

Uno dei pochi edifici civili medievali della città

La salvezza dell’antico magazzino di mercanti fu restauro che lo trasformò in ristorante

Tra gli edifici medievali del nostro centro storico, “l’antichissimo Canevone di Santa Maria della Misericordia di Venezia”, così come denominato in una epigrafe sulla facciata, rappresenta certamente un rarissimo esempio di edificio civile del Medio Evo, giunta fino ai nostri giorni in buone condizioni di conservazione.

Il suo nome deriva da canava che sta ad indicare letteralmente “la bottega dove si vende il vino al minuto, talora anche pane ed altri commestibili”, ma per esteso anche “magazzino per il grano o per il sale”.

In realtà l’edificio non fu concepito come magazzino, ma lo divenne solo nel XV secolo, probabilmente a seguito di una donazione fatta dal proprietario di tre edifici residenziali trecenteschi, tale Benedetto di Nunzio, all’Ordine della Misericordia di Venezia, la cui presenza a Rimini era assai forte grazie al possesso di una chiesa con priorato, oltre che dell’antico ospitale situato dove oggi si trova la sede della Provincia su Corso d’Augusto, attivo dal 1386 al 1800, quando la sede fu trasferita nell’attuale sede dei Musei Civici, di fronte al Canevone.

Ancora oggi è possibile immaginare come dovevano essere tali ambienti medievali grazie, alle tre porte ogivali tamponate e ad una quarta a tutto sesto.

Sulla facciata del Canevone, accanto alla data del 1683, che sta ad indicare probabilmente un intervento di ristrutturazione dell’edificio, compare lo stemma della famiglia Moro, tra le più celebri casate nobili veneziane: “Moro di buon intelletto, et amatori della patria. Fecero edificar la chiesa, et hospitale della misericordia… portano l’arma azzurra di sotto a sbarre bianche, et di sopra bianco con tre more negre”.

Nell’800, probabilmente, l’edificio fu venduto ad una famiglia riminese, forse i Bentivegni, mentre nel XX secolo l’edificio venne diviso in due distinte proprietà, una rivolta alla via Tonini, dove si insediò un’attività di falegnameria e l’altra su via Santa Maria in Corte.

Oggi l’edificio ospita al piano terra il ristorante di pesce “Il pescato del Canevone”, mentre al primo piano lo studio di un architetto riminese.

Una visita all’interno del Canevone è certamente molto interessante: oltre alla fossa granaria, infatti, l’edificio conserva ancora le grate originali alle finestre, così come il portone d’ingresso con la sua originalissima ferramenta di chiusura, e le travature in legno di larice (tipicamente veneziano).

Rimane un mistero, inoltre, la presenza di effigi rappresentanti stelle lungo le facciate esterne del Canevone, forse riconducibili a San Filippo Neri, il cui simbolo era proprio la stella.

Durante il restauro l’A.R.R.S.A. (Associazione riminese per la ricerca storica e archeologica) svuotò di una fossa granaria, tra le meglio conservate della nostra città. Fu probabilmente realizzata nel XV-XVI secolo, a seguito della trasformazione dell’edificio in magazzino, con la tamponatura delle porte e lo svuotamento dei muri interni.

In fondo alla fossa furono rinvenuti i resti di un lastricato in grossi sassi di fiume, risalenti con tutta probabilità all’epoca romana.

Ristorante Il Pescato del Canevone, Via L. Tonini 34

Tel. 054123491 www.ilpescatodelcanevone.it - info@ilpescatodelcanevone.it

 

commenti

canevone veneziano

scritto da paolo
dom 19 set 2010 ore 18:44:33
ho letto con molto interesse le notizie su uno storico edificio della mia cittā e ve ne sono grato.
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