Anche quest’anno una boccata d’ossigeno per la piccola impresa
Celle.com. discute dei finanziamenti della legge regionale 41 per il commercio e turismo
Ma la sicurezza resta un’emergenza
Venerdì 6 marzo si è tenuta la riunione dell’Associazione Celle.com. Promossa da alcuni imprenditori della zona in collaborazione con CNA.COM, l’Associazione si propone di valorizzare la zona Celle di Rimini. Operando concretamente attraverso l’accesso ai finanziamenti a fondo perduto della Legge regionale 41 e, dopo i recenti fatti criminosi accaduti nella zona, facendosi promotrice della richiesta di un’attenzione maggiore alla sicurezza. Ne parliamo con Stefano Dadi, presidente dell’Associazione, e con Ivano Panigalli, responsabile provinciale CNA.COM.
Panigalli, cos’è la legge regionale 41 sul commercio e turismo?
«Anche se i fondi stanziati non sono sufficienti, la legge 41 è l’unica possibilità per le piccole imprese del commercio di avere un supporto per la promozione e la riqualificazione della propria attività. CNA.COM negli anni ha seguito con successo molte di queste richieste di finanziamento. In più stiamo operando perché siano aumentati i fondi e che siano rivolti più specificamente alle piccole imprese. Cna.com anche quest’anno ha presentato una progettualità per la zona Celle, che è tra le prime nella graduatoria della provincia, cui i commercianti possono aderire.»
Stefano Dadi, come è stata recepita da Celle.com la possibilità di accedere al finanziamento?
«Anche quest’anno la maggior parte dei nostri associati ha cercato di rinnovarsi, e ha i titoli per partecipare alla richiesta di questi fondi. La zona Celle infatti costituisce un centro commerciale naturale, e può avere accesso ai finanziamenti. In questo periodo di crisi la tutela della piccola impresa passa per la disponibilità di sovvenzioni per sostenere le piccole imprese, e attraverso una maggior sicurezza.»
Un problema molto sentito in zona Celle…
«Il tessuto sociale negli ultimi anni è molto cambiato, e i fenomeni legati alla microcriminalità sono in aumento. Molti dei nostri associati hanno subito delle rapine nell’ultimo anno, anche in pieno giorno. Nel corso della riunione abbiamo caldeggiato il progetto del poliziotto di quartiere. Un presidio fisso sul territorio aiuterebbe ad evitare molti dei problemi della zona. L’altra istanza avanzata è quella dell’installazione di un sistema capillare di telecamere di sorveglianza presso il centro commerciale “I Portici” e nelle zone nevralgiche del quartiere.»
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