Per far del bene mi faccio del male
Masochismo e solidarietà
Ecco i siti web e i dibattiti televisivi dove esercitare l’arte di Tafazzi
Quando il mio buonismo ha bisogno di un'azione caritatevole verso qualche pietoso “caso politico”, mi aggiungo ad un piccolo drappello di masochisti e vado su www.libera-lugaresi, il personale sgabuzzino online dell'unico “comunista spretato” che sia riuscito a diventare, contemporaneamente, “pizzolantiano” di complemento, aspirante leghista, neo-moralizzatore urbanistico e orecchiante socialista. Mi è così capitato di leggere di un mio presunto obbligo a concordare quanto scrivo in questa rubrica con Salvatore Bugli, il “potente” leader della CNA raccontato come il dispotico editore di “Chiamami Città”. Se ciò fosse vero, mi troverei in imbarazzo nel continuare a parlar male di Berlusconi, ora che Bugli ha appena detto, in un'intervista, di non trovarlo quel personaggio negativo che viene dipinto, attribuendogli un voto appena inferiore a quello del Sindaco di Rimini. A dimostrazione che i soliloqui di www.tana-liberarimini sono aria fritta condita di spacconeria, persevererò nel mio peccato, continuando nel contempo a voler bene a Salvatore, nonostante... questa sua piccola macchia; comprensibile in chi abbia il non invidiabile ruolo di tenere assieme... il “diavolo milanista” di Berlusconi e l'acqua santa con cui ha certo più dimestichezza Ravaioli.
Sempre a proposito di masochismo e solidarietà, alcune sere fa mi sono superato, iniettandomi ben venti minuti di dibattito televisivo fra esponenti politici romagnoli sul tema delle ronde. Il masochismo è consistito nell'ascoltare quintali di banalità impedendomi di tirare una scarpa al televisore. La solidarietà è andata sia al Sen. Mercatali, che tentava inutilmente di introdurre barlumi di riflessione in quel giulivo “una ronda e passa la paura”; sia all'intervistato Prefetto di Rimini, che da fedele funzionario del Ministero degli Interni si arrampicava encomiabilmente sugli specchi, cercando di dire -traduco in soldoni - che se le ronde non avessero niente di quello che i leghisti vanno predicando (“sul territorio”, non sui giornali) non sarebbero pericolose, ma solo inutili.
Mi ha però regalato qualche minuto di genuino divertimento ascoltare Pizzolante (sì, ancora lui: ma cosa posso farci?) che inneggiava estasiato alle ronde; non ancora informato del malcelato fastidio del suo capo nel lasciarsi andare, qualche minuto prima sui canali nazionali, ad una plateale presa di distanza dalla fobia rondaiola della Lega. Chissà il suo sconcerto, dopo! Lo stesso che, se non fosse un imperturbabile incassatore, avrebbe colto anche Lombardi, il sicuro-anzi probabile-forse che sì-forse che no-Dio solo lo sa- candidato della destra alla presidenza della Provincia; il quale, qualche giorno fa, ha sfoderato uno dei suoi soporiferi ragionamenti a 33 giri per redarguire il Direttore della Caritas che non apprezza il valore sociale delle ronde.
Va dato atto che, sulle ronde, il solo Renzi si è differenziato dal gran “partiam partiamo” della destra riminese. Tempi duri per i combattenti come lui, che han già capito quale destino sogni Berlusconi per i confluiti di AN nel “suo” nascituro partito: da camerati a camerieri.
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