SANTARCANGELO L’alba del cuccurucu’
RIMINI - Notizie Santarcangelo - mer 30 apr 2008
di Daniela Succi
[{Un anno fa eravamo ad un passo dall’allarme igienico}
In un anno i piccioni sono diminuiti della metà dopo un trattamento sterilizzante ma quelli rimasti si fanno sentire ]
Ci si rende conto che sta arrivando il mattino grazie al canto del cuccurucù. Purtroppo non si tratta della “Paloma” di Battiato, ma dei piccioni che stanno sui nostri terrazzi e sui nostri davanzali. Applausi a chi ha deciso di contenere la crescita di questi pennuti, ai quali attribuiamo svariati tipi di disagi che arrecano alla popolazione umana, tranne uno: la voce, il richiamo che emerge dal silenzio assoluto dei primi albori.
Lo scorso anno, durante i mesi caldi, periodo in cui volentieri si lasciano le finestre aperte per godere della frescura notturna, è stato un vero tormento. Voci insistenti padrone assolute del territorio. Parte uno e gli vanno dietro tutti, si chiamano e si rispondono, anche a distanze notevoli, perché talvolta l’oggetto dei richiami raggiunge appena appena un volume che il nostro udito possa percepire; ma il piccione residente sul nostro tetto sì che lo sente bene e giù a richiamarlo infinite volte.
Lui naturalmente non è solo e assieme a tutti gli altri imbastisce un vero e proprio tam tam per una guerra che perdiamo sempre noi, buttati giù dal letto prima del tempo. Di giorno, i vigliacchi, fanno finta di non esserci: sembrano ammutoliti e indifesi, quasi da proteggere. Restano però le inequivocabili tracce della loro presenza; non è un bel vedere, né un bel odorare.
Il problema è percepito in quanto tale da tutti. Infatti lo scorso anno l’Amministrazione comunale ha affidato a Hera il censimento della popolazione dei colombi che vivevano in centro. Il risultato parla di una media di 400 piccioni per chilometro quadrato; siamo alla soglia critica, come indicato dall’Istituto nazionale della fauna selvatica. Si è dunque deciso di limitare la proliferazione, rendendo per qualche mese sterili gli esemplari adulti, mediante somministrazione di mangime trattato.
La “terapia” è iniziata lo scorso giugno ed è proseguita fino a dicembre, quindi si è proceduto ad un ulteriore censimento, per verificare l’efficacia del trattamento. A febbraio i piccioni residenti erano poco più di 200 unità per chilometro quadrato, il che riporta distanti da pericoli igienico-sanitari.
Intanto però, malgrado le finestre ancora rigorosamente chiuse, ma complice il beato silenzio, è ricominciato il ben noto richiamo: cuccurucù. Sarà sì diminuito della metà, ma quelli rimasti, sono ahinoi dotati di ugole portentose. Poniamo speranze sul vice sindaco, il quale dichiara che il Comune continuerà a monitorare la situazione e se necessario, anche alla luce del buon esito dell’intervento adottato, provvederà ad effettuare ulteriori interventi di contenimento.
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