RIMINI Fieri della Fiera

RIMINI - Notizie Attualità - mer 14 mag 2008
di Stefano Cicchetti
[{Il business plan 2008-2012}] [Il presidente Cagnoni scopre le carte in vista della fusione con Bologna Numeri da record e previsioni di crescita oltre il 40 per cento] Fiere: il matrimonio fra Rimini e Bologna “è una strada quasi obbligata. Lo proclama con forza Lorenzo Cagnoni, viserbese, 70 anni, presidente di Riminifiera dal ‘95: “Perché è difficile andare a rintracciare elementi di ostacolo all'integrazione, mentre gli elementi che giocano a favore sono davvero numerosi”. Resta da fissare la data delle nozze. Che non saranno in questo maggio, come si era previsto, ma forse già a settembre. Cosa manca? Che i due “fidanzati” scoprano le carte e mettano sul tavolo tutti i numeri che contano: fatturati, redditività, debiti, previsioni di sviluppo. Cagnoni lo fa subito, presentando il suo business-plan 2008-2012 “ed è nostro auspicio – sottolinea - che anche Bologna Fiere ne presenti uno analogo". Anche perché resta da definire un dettaglio non indifferente e cioè chi fra Rimini e Bologna dopo la fusione terrà il bastone del comando. Ovviamente, la “governance” - come si dice in economichese – toccherà a chi sta meglio a soldi, anche se sarà da definire in quale forma si eserciterà la leadership: se possedendo la maggioranza in azioni di una nuova unica spa o scorporando gestione e strutture in più società partecipate. In ogni caso, visti i bilanci e le previsioni di crescita, “Rimini non ha nessuna paura”, afferma Cagnoni. Non così a Bologna, dove un Cofferati altrettanto convinto sulla fusione deve affrontare i molti dubbi degli altri soci, privati ma anche pubblici. Dai modi e tempi della fusione dipendono anche quelli della quotazione in borsa. Nel frattempo Rimini e Bologna collaborano già, concorrendo insieme per rilevare la Fiera di Belgrado e anche interessandosi ad un nuovo complesso da realizzarsi a Bombay. {Per Rimini un indotto da 1700 milioni di euro} Ma si diceva del business-plan, cioè di quanto prevede di realizzare Riminifiera da qui al 2012. E sono numeri da leccarsi i baffi. Il presidente snocciola record su record: Rimini è stabilmente la terza fiera italiana per fatturato dopo Milano e Bologna, ma è nettamente la prima per redditività. Lo si vede dal “mol”, il margine operativo lordo, che è già a 24,5 milioni di euro e si prevede toccherà i 40,8 in cinque anni. Mentre l’indice di riempimento - cioè il rapporto fra la superficie fieristica disponibile e quanta ne viene effettivamente occupata durante un anno – passerà dall’attuale 9,13 all’11,42 del 2012: “Solo Madrid in Europa fa di meglio - chiosa Cagnoni – per tutte le altre fiere italiane siamo inavvicinabili”. Per i ricavi del gruppo, che oggi sfiorano i 100 milioni di euro, l’ipotesi di crescita è del 42,9 per cento, per superare abbondantemente i 140 milioni nel 2012. Gli investimenti nei prossimi cinque anni si aggireranno sui 20 milioni, sia per migliorare la struttura che soprattutto per l’acquisto di nuove manifestazioni. Per il territorio riminese, tutto ciò significa un indotto di 1,6, se non 1,7 miliardi di euro. {Nautica dal 2009, basta con la moda} Previsioni troppo ottimistiche? Niente affatto, secondo Cagnoni: “Sono dati ambiziosi, ma realistici”. Anche perché – e qui il presidente torna ad usare il punto esclamativo – il quartiere fieristico di Rimini costò 250 milioni di euro, ma i debiti saranno praticamente azzerati entro il 2010, mentre nel 2012 in cassa dovrebbe esserci oltre 40 milioni sonanti. Nello specifico delle manifestazioni, Riminifiera rivendica con orgoglio il buon andamento di quelle che possiede: “Sono la nostra ricchezza”. Smentita secca riguardo ad un ridimensionamento del Sigep, che anzi sbarcherà negli Usa. Basta moda, mentre si insisterà nella nautica per avere già dal 2009 un salone nazionale rappresentativo almeno del bacino Adriatico. E intanto, via a nuove iniziative, come il salone del mobile, quello degli articoli da regalo, un altro per le pietre preziose.

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