RICCIONE Vecchia piscina da abbattere o no?

RIMINI - Notizie Riccione - mer 14 mag 2008
di Redazione
[{In gioco anche la successione al sindaco Imola}] [Maggioranza spaccata e polemiche furibonde] Demolire o no la vecchia piscina di Riccione? E’ il quesito che sta agitando Riccione in questo periodo. La maggioranza della segreteria del Partito Democratico è propensa ad abbatterla per pagare così al consorzio di aziende edili che hanno costruito il nuovo Stadio del Nuoto, il “quantum” a suo tempo concordato e che è già stato pagato, in parte, dalla costruzione di alcune palazzine che stanno già “circondando” la vecchia piscina. Si oppongono il Comitato “Salviamo il Centro Sportivo” animato dal figlio di quell’Italo Nicoletti al quale in Centro sportivo è dedicato; la Polisportiva Comunale di Riccione (che ha un progetto pronto per la struttura ed ha già firmato un accordo con l’Università di Bologna per utilizzarlo con funzioni di ricerca); le associazioni di commercianti e albergatori (che pensano all’area del Centro sportivo come ad uno spazio in grado di calamitare presenze turistiche); Famija Arciunesa, un’associazione che nella Perla Verde conta assai e raggiunge tutte le famiglie con il suo giornale. Nel mondo politico, ovviamente, c’è chi soffia sul fuoco che si è appena acceso sotto il… sedere del Pd. Tutti hanno ben presente che nel 2009 ci sono le elezioni e che un Partito democratico in difficoltà, per questa come per altre questioni, può arrivare sfibrato alle comunali. Così c’è chi non vuole l’abbattimento; chi dice che si tratta di uno scontro interno al Pd con l’obiettivo di arrivare ad occupare la poltrona del sindaco di Riccione; chi dice che “pacta sunt servanda” e la piscina va abbattuta. Del resto, pure all’interno del Partito democratico c’è una minoranza che ha detto a chiare lettere di non volere l’abbattimento della piscina (gli assessori Sabrina Vescovi e Alessandro Casadei, ad esempio) e c’è chi ha proposto soluzioni alternative (Chicco Angelini). Un’alternativa, in realtà, era stata trovata dall’amministrazione negli anni passati (la questione “abbattimento vecchia piscina” si trascina dal 2003): costruire sul Colle dei Pini. Naturalmente la cosa aveva dato subito la stura alle proteste degli abitanti della zona che avevano subito creato un Comitato “ad Hoc”. Il Colle dei Pini è un’area con molto verde e la possibile cementificazione non sarebbe opportuna. In più, il dirigente all’urbanistica Guglielmo Zaffagnini, non ha firmato le carte perché ritiene errati gli indici di edificabilità previsti. Anche la Provincia ha detto la sua, quale ente di indirizzo, “suggerendo” di non costruire sul Colle con quelle metrature. Chi amministra oggi la città di Riccione è doverosamente preoccupato di fornire una qualche forma di pagamento al consorzio di ditte costruttrici. Il debito c’è, è conistente e, secondo alcuni salgono anche gli interessi sul ritardo nei pagamenti (altri sostengono che il conto coi costruttori sarebbe già ampiamente saldato). Il sindaco Imola, che sembra tra i più convinti nel voler abbattere la vecchia piscina, sa tutto questo e non vuole lasciare un’eredità pesante alla città alla scadenza del suo mandato. In definitiva: situazione ingarbugliata. Un bel grattacapo per tutta la città.

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