RIMINI Il paradiso non può attendere

RIMINI - Notizie Attualità - mer 14 mag 2008
di Nando Piccari
[{Il parlare schietto è riservato solo ad alcuni?}] [In Italia il vento del nord, a Riccione i “bollini-santità”] Vedo che in questi giorni, in mezzo a tanta “ginnastica autocritica”, non manca chi spiega la vittoria della destra con la sua “meritoria” capacità saper parlare il linguaggio schietto del bar, al quale sarebbe perdente continuare a contrapporre ragionamenti che “volano troppo alto”. Se per incontrare maggior fortuna servisse davvero questo, allora che facciamo? Cominciamo a titar fuori un po' di “rozzezza democratica” nel rispondere all'arrogante cialtroneria che - piaccia o no a Cacciari - ci è sempre più spesso portata da certo “vento del nord”? Pur senza arrivare fino al punto di suggerire a Bossi il luogo più idoneo in cui collocare, ad uno ad uno, i “trecentomila fucili padani” del suo malsano delirio, potremmo forse -forzando appena un po' la polemica - ricordare a chi blatera di ronde che, in fondo, a modo loro, anche i cinque che hanno massacrato quel povero ragazzo a Verona erano una ronda? E se qualcuno sognasse di importare anche a Rimini e provincia le “ronde padane”, con tanto di carnevalesca camicia verde, sarebbe forse il caso di far pubblicamente sapere a chi è preposto sul serio all'ordine pubblico, che altrettante “ronde democratiche” potrebbero nascere per “marcare a uomo” i discepoli nostrani di Calderoli, il neo-ministro alla “semplicioneria legislativa”? Sarebbe poi il caso di indire una bella campagna di boicottaggio di quelle realtà dove il “fuori dalle balle chi non è come noi” costituisce l'architrave della locale cultura di governo? “Volete essere 'padroni a casa vostra'? Bene, eccovi accontentati! Finché comanderanno i Gentilini e i Tosi, statevene da soli: niente più 'non leghisti' venuti da fuori alle mostre di Treviso o agli spettacoli all'Arena di Verona”. Oppure, perché non diffidare con poco garbo il Codecaz - o come si chiama quella congrega di mosche cocchiere - dal far finta di rappresentare, con quella sua comica richiesta di risarcimento, anche chi come me è del tutto indifferente alla tanto discussa pubblicazione delle liste dei contribuenti? Per la semplice ragione che non ne comprende né la particolare utilità, né il presunto danno; a parte quello subito dal Grillo-ciarlatano, che ora tutti sanno essere il Paperon de' Paperoni di Genova e non un disadattato sottoproletario di Sampierdarena, come potrebbero indurci a credere il suo scomposto farneticare, l'abbigliamento da pezzente e l'aspetto involontariamente “lozzoso” che si ritrova.. Ma non credo affatto che si debba arrivare a tanto; per due ragioni. La prima: non vorrei che quei finarelli di Ariminol (che pure, politicamente parlando, sono contigui perfino a Borghezio) fossero nuovamente costretti ad assumere l'aria schifata della Carla Bruni imitata da Fiorello (“que vulgarité!”) nei confronti del mio linguaggio “popolano”: se l'ultima volta hanno sprecato ben 6876 battute di reprimenda per aver fatto io ricorso ad un noto proverbio dialettale che ne conta appena 33, temo che questa volta rischierei un intero numero speciale di scomunica. La seconda: non solo non credo all'utilità degli “opposti isterismi” verbali, ma, al contrario, penso che il recente risultato elettorale renda drammaticamente urgente il bisogno di ripartire da una sorta di moderna “alfabetizzazione democratica”, che aiuti a distinguere meglio i diritti dalle pretese, i doveri dalle subalternità, l'individualità dall'egoismo, la sicurezza dalla psicosi, la solidarietà dal “buonismo”. Questo si deve fare, se non si vuole che, dopo Silvio, arrivi anche Pier Silvio a comandarci. Altroché il ritorno ai “logaritmi dalemiani”! Nel frattempo, chi può farlo preghi per questa nostra Italia che sta per riconsegnarsi nelle mani di Tremonti. Se poi vuol unire l'utile...al commendevole, vada a pregare in quella chiesa di Riccione il cui parroco - ne davano gran risalto i giornali - ha istituito un concorso a premi riservato ai più devoti: per ogni presenza a funzioni religiose, un bollino sull'apposito album; ogni tot bollini, un regalo. Il prete è contento, perché dice che la chiesa non è mai stata così piena. Ci credo! Quando da piccolo andavo in parrocchia, l'esortazione era: “pregate per avere, un giorno, in premio il paradiso”. Quei fedeli della Perla Verde, invece, il premio ce l'hanno già poche ore dopo, grazie al...“celeste bollino” dei punti-santità.

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