A mezzanotte va, la ronda di Maroni
C’è milizia e milizia
Io ci sto, ma le vorrei armate di ironia
Anche se non ci vogliamo molto bene, non posso non solidarizzare con Berselli, assalito da Pizzolante a male parole che solo su “La Voce”compaiono un po' attenuate, perché lì, per contratto, devono tradurre in “italiano educato” le sue interviste grondanti di bile. Due sono le colpe del capo di AN: non credere al dogma dell'infallibilità elettorale dell'iracondo onorevole di Forza Italia, facendo anche piangere il “socialista” Lugaresi, tenutario del bugigattolo online da cui proviene un martellante “Pizzolì-pizzolà/pizzoliamo la città”; e neppure accettare che egli abdichi a favore del “giovane aiutante” Lombardi, preferendogli il proprio “anziano attendente” Zilli.
Il Sen. Bettamio, che che trasuda tanta moderazione da essre chiamato “il poro della libertà”, prova inutilmente a dire che «i candidati sono tutti buoni, dipende da come si muovono»; lasciando intendere che basti commissionare a Bruno Sacchini una specie di nostrano “Ballando sotto le stelle” per scegliere chi esibisca le migliori movenze. Ma Piacenti, gran stratega di Forza Italia, sa bene che così non ci sarebbe partita: a Zilli “ufficiale e gentiluomo”, che balla il tango e fa il baciamano, gli altri due cosa mai potrebbero contrapporre? L'incedere “due passi su un mattone” di Lombardi? Lo scomposto agitarsi di Pizzolante, il cui effetto è pari a quello di un ballerino di tip-tap con le scarpe a tennis?
Se Pizzolante non si dà una calmata, rischia pure di giocarsi la partecipazione alle ronde, perché il guru del leghismo romagnolo, l'On. Pini Silvestri Vidal, è stato categorico: «Niente teste calde!».
É patetico il mistificante belare dei caporioni leghisti che tentano di rassicurarci sulla “natura civile” dello squadrismo rondaiolo divenuto legge (volendo esagerare, come non ricordare che perfino all'ingresso dei lager campeggiava un beffardo “Il lavoro rende liberi”?) e giurano che mai e poi mai «l'iniziativa verrà gestita dalla Lega»: peccato che non ne abbiano informato i capimanipolo locali, impegnatissimi nel reclutamento della milizia padana; ad iniziare da quel Marrone (sottomultiplo di Maroni?) che minaccia: «nessuna intenzione di veder svanire il nostro sogno»; e da un tal Stacchini, che manderà le ronde alla Caritas perché «gli utenti extracomunitari hanno modi violenti».
In pochi hanno rotto l'educato quasi-silenzio della sinistra riminese su questa pericolosa pagliacciata: il prossimo Presidente PD della Provincia, Stefano Vitali, accrescendo così l'appeal di una candidatura non certo predisposta nel migliore dei modi; Eugenio Pari, che incredibilmente il PCdI ha lasciato andar via; l'Assessore di Rifondazione Buldrini, che propone le contro-ronde. Io vi parteciperò, purché siano “armate” di goliardica ironia. Per esempio, cantando a squarciagola la versione rivisitata del celebre “Tango delle capinere”:
Laggiù sul lungomare
terra di neri e di battone
partono per marciare
e controllar la situazione.
Han di Borghezio il cuore
hanno il cervello di Gasparri
si muovon con rumore
andando a caccia di chi sgarri.
A mezzanotte va
la ronda di Maroni
e nell'oscurità
sembran tanti coglioni.
Son quelli della lega
con loro altri gasati
son proprio una congrega
di poveri sfigati.
commenti
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.




