La penna di Lia Celi danza sul ghiaccio

RIMINI - Notizie cultura - mer 11 mar 2009
di Lorella Barlaam

La scrittrice riminese d’adozione è l’autrice dei quattro romanzi della serie “Ice Magic” pubblicati da El, la più grande casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi

Non ancora in libreria, un editore francese ne ha già comprato i diritti

Non sono ancora in libreria e già un editore francese ne ha comprato i diritti. Con le ali ai piedi, Kiss and cry, Crystal Circus, Ghiaccio d’estate, sono i quattro romanzi della serie Ice Magic che Lia Celi ha scritto per EL, la più grande casa editrice italiana specializzata in libri per ragazzi. Saranno presentati alla Fiera del libro di Bologna a fine marzo. Abbiamo chiesto a Lia Celi un’anteprima.
Non c’è bisogno di presentarti ai lettori di Chiamami Città come scrittrice. Ma come nasce questa inedita autrice di romanzi per ragazze?
«Insieme all’EL, che pubblica la “storica” serie sulla danza “Scarpette rosa” di Beatrice Masini, per ragazze sopra i dieci anni, abbiamo pensato a una lettrice un po’ più giovane e all’interesse crescente in Italia per il pattinaggio su ghiaccio. Il contesto sportivo mi era nuovo: per informarmi ho navigato molto nei siti e nei forum dove i pattinatori si scambiano informazioni, e ho conosciuto vite, tecniche e rischi di questo sport. Di mio ci ho messo una scrittura agile e brillante. E sono nati questi romanzi.»
 Puoi anticiparci qualcosa?
«Ice Magic è una scuola di pattinaggio per ragazze, con le loro storie di amicizia e competizione. Quando la casa editrice ha dato il via al progetto avevo appena avuto il quarto figlio. Avrei preferito un momento meno complesso, e ho avuto paura di non farcela. Poi mia figlia, che è una grande lettrice, mi ha detto che era un onore avere come illustratrice Sara Not, che già disegna “Scarpette rosa”. Ed è nato questo piccolo mondo, legato alla mia esperienza della vita in provincia, dove c’è lo struscio del sabato, ci si conosce un po’ tutti, le avventure sono interiori e i ragazzi più allenati a sognare e immaginare. L’io narrante è Ada, in lei concentro cose che mi piacciono ma senza caratterizzarla troppo. E’ un filtro la cui voce le lettrici possono sentire come propria. Loschi figuri non ce ne sono, mi è piaciuto sfiorare anche cose spiacevoli, come i troppi impegni che riempiono le giornate delle ragazze, gli adulti distratti o bruschi. Ma senza alzare troppo il volume.»
Romanzi di formazione o di educazione sentimentale?
«Mia figlia grande è stata la mia inviata nel mondo dell’adolescenza, col suo fortissimo spirito critico. Se avessi fatto una cosa troppo “rosa” mi avrebbe linciata. Anche se nei libri per ragazzine oggi sono preponderanti i problemi nel rapporto col proprio fisico e con i maschi, le mie protagoniste hanno simpatie e attrazioni, ma non si sentono in dovere di ostentare una disinvoltura che non è quella della loro età. In questo la casa editrice EL è stata un’ottima sponda, non ha chiesto un prodotto facile e accattivante, che giocasse con tematiche scottanti per vendere. Mi viene in mente l’ultima scena del film “Mignon è partita”, col protagonista che, quando non riesce più a passare attraverso un’inferriata, si rende conto di essere cresciuto. Forse ho scritto questi libri perché le sbarre non diventino strette troppo presto.»

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