Le armi di Davide contro Golia
PiùRimini, il marchio della filiera del gusto riminese
Come un piccolo negozio può sopravvivere alla grande distribuzione
Nella sesta puntata di “Su e giù per la Valconca” abbiamo affrontato il tema del commercio e più precisamente abbiamo svolto un’indagine su come un piccolo negozio può sopravvivere alla grande distribuzione. Dato che mai come in questi tempi cambiano le abitudini degli italiani nel fare la spesa e si va sempre più di fretta, anche la bottega sotto casa deve reinventarsi. Le persone intervistate fuori dai supermarket ci hanno risposto che non c’è una grande differenza tra le due tipologie di vendita, se non che nel grande supermercato ci sono parcheggi e offerte che consentono di risparmiare senza dover rinunciare alla qualità. C’è anche chi sostiene che nella piccola bottega si può trovare più qualità, legata alla specializzazione dell’attività stessa e si avverte una maggior cura nella selezione degli alimenti. Le imprese intervistate hanno dichiarato di avere dalla loro parte il contatto umano, la cortesia e il desiderio di vedere il cliente uscire sereno dal negozio dopo l’acquisto. Le piccole botteghe spesso svolgono anche la funzione di ritrovo, sono un luogo dove ci si conosce tutti e si parla del più e del meno. Dunque prezzi, parcheggi e possibilità di ampia scelta sono i punti di forza del supermercato. Qualità e fiducia quelli del piccolo negozio, senza dimenticare l’importanza sociale che questo riveste nell’evitare lo spopolamento dei centri e mantenere alta la qualità della vita. Combattere l’omologazione, che è un portato della grande distribuzione, vuol dire valorizzare il territorio e far crescere le opportunità per le imprese che vendono prodotti sani e sicuri. Questi gli obiettivi di PiùRimini, il marchio di qualità cui hanno già aderito 30 produttori.
PiùRimini è un marchio sotto il quale c’è il tentativo e l’ambizione di costruire una filiera del gusto riminese che veda come protagonisti i produttori agricoli, gli artigiani del cibo e anche i co-operatori che trasformano i prodotti degli agricoltori. E’ un progetto che tenta di offrire, anche dal punto di vista culturale, una tipologia di prodotti diversa. Promosso da CNA, Legacoop e CIA ha preso il via nel 2007 e prevede un paniere completo con latte e formaggi, vino, olio e salumi, pesce, ortaggi e frutta.
Promuovere una nuova cultura alimentare vuol dire anche coinvolgere i giovani. CNA e CIA, per il secondo anno consecutivo, collaborano con la scuola.
“Stiamo promuovendo quest’anno un progetto nelle scuole di Morciano - afferma Paola Pula, Direttore di PiùRimini – finalizzato alla conoscenza dei prodotti e dei produttori di PiùRimini, con la creazione di un prodotto finale in un Farmer’s market in cui emerga il valore della territorialità. I ragazzi impareranno come si può costruire e gestire un GAS, gruppo di acquisto solidale”
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Farmers market, gruppi di acquisto o mercatini agricoli locali. Sono diversi i comuni che si stanno attrezzando per ospitarli. Da tempo se ne parla anche a San Giovanni in Marignano, dove l’Amministrazione sta preparando un protocollo d’intesa per mettere tutti d’accordo nella realizzazione di un mercatino una volta alla settimana, dove ci saranno prodotti di stagione.
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