Il Teatro della Valdoca torna a “Lo spazio della quiete”

CESENA - Notizie cultura - mer 25 feb 2009
di Lorella Barlaam

A 25 anni dal debutto la compagnia cesenate ripropone il suo primo folgorante spettacolo

In scena al Bonci dall’8 all’11 marzo

 “Si può in un bicchiere vuoto/Bere il ricordo del vino?” domandava Giorgio Caproni. Così è raccontare uno spettacolo…

Domenica 8 marzo al teatro Bonci debutta “Lo spazio della quiete” del Teatro della Valdoca, compagnia fra le più attive e originali dell’attuale scena teatrale italiana, nata nel 1983 proprio a Cesena, ad opera del regista Cesare Ronconi e della drammaturga Mariangela Gualtieri. A 25 anni dalla prima assoluta a Modena torna in scena il primo, folgorante spettacolo della compagnia, con la regia di Ronconi e l’ideazione di Mariangela Gualtieri. Allora in scena c’erano la stessa Gualtieri e Paola Trombin, che aveva partecipato alla realizzazione. Oggi lo spettacolo ha nuove interpreti e la compagnia annuncia un finale diverso dalla laica “Pietà” del precedente. Uno spettacolo allora “accolto con entusiasmo, guardato con stupore, per quel suo stare a metà fra danza, teatro, performance, meditazione, paesaggio d’anima, natura, geometria, arte, preghiera”, come scrive Mariangela Gualtieri.

“La vita del teatro è un viaggio, ci sono momenti di grande fatica, in cui ci si accampa e contempla il paesaggio, e la stasi diventa una forza immensa”. Così Ronconi, nel bel libro “Teatro Valdoca” di Emanuela Dellagiovanna. E forse uno spazio di quiete era davvero necessario dopo “Paesaggio con fratello rotto”, lo spettacolo precedente, che “condensa e chiude una fase del nostro lavoro e della nostra vita”, uno spettacolo molto amato dai suoi autori, dal pubblico e dalla critica, e tuttavia sospeso dopo poche rappresentazioni per la conformistica cecità delle “piazze” teatrali. La trilogia “Paesaggio con fratello rotto” - Fango che diventa luce, Canto di ferro, A chi esita - è stata una vera e propria summa dei mondi creativi di Ronconi e della Gualtieri. Con al centro il “fratello rotto” di un’umanità contraddittoria, vittima e carnefice insieme.

Da qui, per chiudere/riaprire il cerchio è forse nata la ripresa de “Lo spazio della quiete”, spettacolo notturno dalla messa in scena minimale, immaginato nel 1983 in una piccola stanza in cui la scenografia rende un ideale omaggio alle sculture leggere, sospese di Fausto Melotti. Ne “Lo spazio della quiete”, il libro che nel 1983 ha raccolto le tracce dello spettacolo e dei discorsi intorno a, sono proprio le parole di Melotti ad aprire il sipario. “Tempo felice/l’arte è teatro dell’anima/è tempo felice/ e il perché si nasconde”. Una scenografia nata per sottrazione: nove pendoli (fili appesi al soffitto e sassi presi al fiume) corde tese in bianco e rosso, un forcone di legno, un velo trasparente, una resistenza, qualche canna e poco altro. Oggetti naturali illuminati da luci artificiali. Una scena ricoperta di plastica nera, ma con luci sofisticate dalle traiettorie complesse che indagano sul processo del vedere, cono di luce o traiettoria di stella sul fondale o planetario infantile che si illumina, per “ristabilire, in arte, il valore della contemplazione delle cose contro l’intento narrativo”. Fulcro dello spettacolo, il concetto di attenzione. Oggetto: la visione: due donne, vestite a fiori, unite e separate da un elastico teso come uno sguardo. Ma la lettura degli spettacoli della Valdoca non è mai univoca. “Forse ‘Lo spazio della quiete’ conteneva già tutto” racconta ancora Ronconi. “Molte persone ci dissero che sembrava un’opera conclusiva, non un esordio. Era la caverna in cui si rinnovano tutte le voci possibili. Essa è rimasta dentro gli spettacoli successivi.”

“Lo spazio della quiete”, dall’8 all’11 marzo al Teatro Bonci di Cesena, Tel. 0547.355959

 

 

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