E se tornassimo al matrimonio combinato?

RIMINI - Notizie opinioni - mer 25 feb 2009
di Lia Celi

Contro la crisi della famiglia

In Cina i genitori si incontrano in un parco per scambiarsi le foto dei figli da accasare

A Pechino c'è un giardino pubblico dove i genitori di giovani single, muniti di foto magari un filino ritoccate, si incontrano per combinare fidanzamenti: i figli sono così impegnati col lavoro che non hanno tempo di cercarsi un partner da soli. Qualcosa mi dice che il matrimonio combinato sta per conoscere un grande ritorno anche in Occidente. I nostri figli hanno il problema opposto dei loro colleghi cinesi, ma il risultato è lo stesso: occupati come sono a cercarsi un lavoro, non riescono a dedicarsi con impegno alla ricerca dell'anima gemella. E comunque, anche se la trovano, ci fanno di tutto tranne ciò che piacerebbe a noi genitori: metter su casa, darci dei nipoti. Dietro tanti sessantacinquenni riminesi con lo sguardo triste c'è un figlio o una figlia che sta mettendo i capelli bianchi senza aver ancora prodotto un fiocco rosa o azzurro. I genitori di maschi hanno qualche chance in più, perché prima o poi l'attempato rampollo dovrà rassegnarsi al fatto che la mamma non ce la fa più ad accudirlo e a conti fatti una moglie costa meno della lavasecco tutti i giorni.

Ma chi ha una figlia femmina in vista della boa dei quaranta sbatte la testa nel muro e geme ogni volta che vede un neonato. «Non ha ancora trovato la persona giusta» spiega il papà, amareggiato. «Non si è ancora decisa» sospira la mamma, incrociando l'ennesimo passeggino. Ogni giorno che passa ruba qualcosa a centinaia di splendidi nonni potenziali, e anche agli eventuali futuri nipotini, perché dopo gli ottant'anni è meno difficile generare un bambino che tenerlo in braccio o farlo saltellare sulle ginocchia.

Ma la Cina è sempre più vicina. E allora, over 60 riminesi affamati di generi, nuore e nipoti, armatevi di foto e andate a caccia di buoni partiti. Fra genitori ci si intende, e per la riuscita di un matrimonio l'affiatamento fra i suoceri conta quasi più di quello tra gli sposi. E mica solo nel matrimonio. Chi ha iscritto i propri figli alla scuola media si è già dovuto improvvisare sensale nella scelta dei compagni di scuola dei figli. Il modulo d'iscrizione infatti consente all'alunno di indicare il nome dei compagni che vorrebbe trovare nella propria classe, ma le preferenze vanno controfirmate dai genitori dei ragazzi segnalati. Una bella responsabilità. Le medie durano tre anni, più di molti matrimoni. E se la mamma del prescelto ti sta clamorosamente sugli zebedei? Privilegi il diritto di tuo figlio a vedere ogni giorno il suo amico, o il tuo diritto di vedere il meno possibile quell'arpia? O firmi solo se la mamma ti sta simpatica, anche se sai benissimo che le amicizie a quell'età vanno e vengono, e i vostri ragazzi a settembre potrebbero anche odiarsi? Decisione difficile, delicata e gravida di conseguenze. Tanto vale trasformare la scelta del compagno delle medie in quella del compagno della vita. Fidanziamoli da bambini, insomma. Si faceva così, nei secoli passati, con i rampolli delle case reali. E in fondo i nostri figli li abbiamo sempre trattati come principi e principesse, no?

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