Andiamo a vedere Le Luci della Centrale Elettrica!
In concerto il 28 febbraio al Velvet di Rimini
“Illuminante” intervista a Vasco Brondi
“Le luci della centrale elettrica” è il nome del progetto musicale di Vasco Brondi, 24enne ferrarese che con l’album di debutto “Canzoni da spiaggia deturpata” ha fatto incetta di riconoscimenti, targa Tenco compresa, mettendo d’accordo l’intera stampa musicale su chi sia stato l’artista italiano rivelazione dell’anno passato.
Testi disperati e soprattutto fuori dagli schemi parlano del degrado della provincia, di gigantesche scritte Coop e di lotta armata al bar facendo di Vasco Brondi il cantore degli anni zero.
Cominciamo dalla fine, cioè dal successo e dai premi ricevuti dal tuo lavoro di debutto. È qualcosa che avevi messo in conto e che ti gratifica?
“No, non me lo aspettavo e soprattutto non ci pensavo quando ho scritto le canzoni dell’album. A dirla tutta non è nemmeno un aspetto che mi da soddisfazione. Tutti questi premi in fin dei conti non sono molto importanti per me.”
I pezzi che compongono l'album non sembrano di certo composti a tavolino. In quale arco di tempo li hai scritti?
“C’è dietro un lavoro di un paio d’anni. Oddio…magari alcune frasi le avevo in mente da una vita, mentre altre sono state aggiunte l’ultimo giorno di registrazione. Di certo non sono fatte a tavolino visto che ero seduto sul letto mentre le scrivevo.”
Già con il tuo demo avevi avuto ottimi riscontri, è stato difficile trovare un’etichetta che lo pubblicasse?
“Non ho mai spedito cd alle case discografiche, mi sono risparmiato questo supplizio. Nessuno ha voglia di rischiare ormai. Io mi sono costruito una credibilità facendo da spalla ad artisti come Moltheni e Tre Allegri Ragazzi Morti e poi sfruttando le potenzialità di Myspace e di Internet. Siamo arrivati alla pubblicazione del disco già con un minimo di attesa per l’album, infatti abbiamo venduto 2000 copie nella prima settimana, cosa che non succedeva da anni nell’ambito indie. È la dimostrazione che si può fare un disco a costo zero e farlo andare meglio di quelli targati Universal.”
Ora tutti ti aspettano al varco per il secondo album
“Sto già scrivendo nuovi pezzi in tutta tranquillità e senza l’assillo di scadenze. Non me ne frega niente di chi mi aspetta al varco, pubblicherò il secondo album quando nessuno mi aspetterà più.”
Sul palco come ti proponi?
“Mi accompagnano Giorgio Canali, col quale ci alterniamo le chitarre acustiche ed elettriche, e Daniela Savoldi al Violoncello che ci permette di proporre i pezzi in versione diversa da quella del disco. Durante lo spettacolo spesso mi sembra di essere a teatro, il pubblico rimane in silenzio e dimostra di essere molto attento a quello che facciamo.”
Tutti ti chiedono il significato del nome del gruppo, io vorrei che mi confermassi che il tuo nome di battesimo non è un omaggio ad un tuo famoso collega.
“Non lo so, dovresti intervistare mio padre per saperlo.”
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