Secessione Valmarecchia: sì, no, boh?

SANTARCANGELO - Notizie attualità - mer 25 feb 2009
di Redazione

A marzo la proposta di legge sulla Valmarecchia in Romagna sarà discussa alla Camera

Secessione, sì, no, boh?

In parlamento c’è anche chi rema contro temendo un effetto valanga in altre regioni

Sì, sì, arrivano. No, no, è tutto bloccato. Zitto tu che non sai le cose. Ma no, la legge parla chiaro.

Insomma, si farà o no il passaggio in Emilia Romagna dei comuni dell’Alta Valmarecchia? Intanto si avvicinano le elezioni, si surriscaldano gli animi e aumentano le esigenze di farsi notare. A parte questo, nulla per il momento si muove, o perlomeno non fino alla prima metà di marzo, giorni in cui a Roma risulta in calendario la discussione sulla proposta di legge alla Camera.

Santarcangelo vede con grande favore l’annessione dei 7 Comuni, in quanto è, storicamente, riferimento principale della Valmarecchia. Un ruolo antico, fatto di scambi commerciali in epoche con prevalente economia agricola, cioè fino al primo dopoguerra. Non a caso, la ferrovia progettata, e parzialmente costruita a cavallo fra l’ottocento e il novecento, che partiva da Santarcangelo, attraversava la Valmarecchia per arrivare fino a Urbino.

“I 7 Comuni in arrivo nella provincia di Rimini – sostiene Natalino Cappelli, dalla segreteria del sindaco di Santarcangelo ed ex sindaco di San Leo – riequilibrerebbero tutto il territorio provinciale. 11 Comuni della Valconca, 11 Comuni della Valmarecchia più i Comuni della costa: darebbe profondità alla Provincia, rappresenterebbe quell’entroterra che gli manca”.

 “Facciamo 30 chilometri per raggiungere Rimini, mentre ne abbiamo ben 60 da Pesaro – rimarca Stefano Zanchini, uno primi nel Comitato del Sì – non abbiamo nemmeno un collegamento diretto con le corriere verso Pesaro, mentre per Rimini c’è; accusiamo molto la nostra lontananza dal capoluogo di provincia”.

Sono almeno 200 anni che la Valmarecchia ha il desiderio di “ricongiungersi” a quella Romagna da cui fu separata con il crollo della signoria malatestiana. Nel 2004, un’interpretazione della Consulta apre la strada a referendum dove si può pronunciare solo la popolazione residente nei territori secessionisti, mentre prima occorreva il pronunciamento di tutte le regioni interessate. Nel 2006 si costituisce un Comitato per il Sì. Nel dicembre dello stesso anno si svolge il referendum di vallata con un risultato a valanga: l’84% della popolazione si esprime per la Romagna. Il Comitato del No addirittura si scioglie. Altre consultazioni seguono a Montecopiolo e in Valconca, dove però in qualche occasione si fallisce il quorum. Ma intanto è partito l’iter parlamentare. Serve il parere delle due regioni; non vincolante, ma obbligatorio. L’Emilia Romagna dà il suo consenso all’unanimità, mentre nel consiglio regionale delle Marche il centrodestra vota a favore, ma la maggioranza dice no. Circa un mese fa va in commissione una proposta di legge degli Onorevoli Pini e Pizzolante, votata da tutta la maggioranza, mentre il PD si astiene. A metà marzo la proposta è in calendario alla Camera e poi, se tutto va per il meglio, toccherà al Senato.

“Ci stiamo concentrando perché tutti i parlamentari della Camera conoscano il nostro problema – dice ancora Zanchini – stiamo mandando materiale esplicativo e diverse mail per aggiornarli sulla questione, così che possano votare con cognizione di causa”.

Intanto nella Provincia di Rimini i 7 Comuni sono già invitati a partecipare ufficiosamente ai lavori del territorio, assieme agli altri che ne fanno parte ufficialmente. 

Ma quella della Valmarecchia non è l’unica, e nemmeno la principale fra le richieste di cambiare confine che serpeggiano per l’Italia. Da Cortina che vuole il Trentino all’estesissimo Cilento che chiede il ritorno in Basilicata, le rivendicazioni sono talmente tante che sono in molti, anche nel governo, a temere un effetto valanga. Di qui una proposta di legge che pesa come una spada di Damocle su ogni sogno secessionista: consultare tutta la popolazione di tutte le province interessate. E quindi, arrivano o no? Finora la risposta può essere solo: boh?

 

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