Ronda che ti passa
Anche da noi si stanno per aprire gli arruolamenti
I reati calano e la sicurezza è solo un'emergenza mediatica: parola del premier
Siccome "squadra che vince non si cambia", la sicurezza continua ad essere il miglior strumento per comandare. Uno strumento, appunto, e non un problema da risolvere. Lo ha spiegato con disarmante sincerità lo stesso Berlusconi, nel presentare il decreto "anti-stupri": "Il governo può usare la decretazione d'urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi che tutti conoscete. Anche se rispetto al 2006- 07 i casi di stupro sono diminuiti del 10%, anche grazie al pattugliamento più diffuso e all'utilizzo dei militari". E chi ha suscitato il "clamore", dimenticandosi il calo dei reati, se non i media? E chi controlla la massima parte dei media in Italia? Chi, se non altro, è l'inesauribile serbatoio di facezie di cui i media si nutrono? Citando a caso fra le dichiarazioni del premier: "Impedire gli stupri è una missione impossibile, perché ci sono talmente tante belle ragazze italiane che non sarà mai possibile". "Ci vorrebbero tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane". Ma anche "Metteremo 30 mila soldati nelle strade": già, dove sono? Che poi gli stupri fossero in diminuzione anche prima del 2006, che le violenze accadano soprattutto in famiglia - per non dire che dovremmo magari far qualcosa perché l'economia non se ne vada del tutto a catafascio - sono solo chiose barbose di chi non sarà mai contento. Fin qui le parole. Nei fatti, il decreto anti-stupri (o anticlamore?) contiene il varo dei "volontari della sicurezza", o ronde, come dice solo la Lega che le ha volute. Anche da noi si stanno per aprire i gazebo per l'arruolamento. Fra i contrari la Chiesa, i sindacati di polizia e quelli delle guardie giurate. Ma favorevoli i sondaggi, quindi non ci può essere partita. Occorre rassicurare e pazienza se le ronde non serviranno a nulla, come di fatto non sono servite là dove già si sono sperimentate, visto che chi le organizza è invariabilmente lo stesso che più alza la voce contro il presunto aumento della criminalità, l'insicurezza delle città e via terrorizzando. Sì, l'aumento della criminalità è presunto. Non c'è aumento.. Ripeterlo sarà anche nutile - "andatelo a dire alla vittime dei reati" - ma se davvero si vogliono risolvere dei problemi prima o poi bisognerà pur tenerne conto. Il che non significa proprio che tutto va bene e non bisogna far nulla. Ma che siccome qualcosa funziona, contrariamente a quanto ci si vuol far credere, bisogna fare in modo che funzioni meglio. Spendere più soldi invece che tagliare i fondi alla sicurezza? Accorpare le tante polizie esistenti in Italia, come si è azzardato a proporre il ministro Brunetta, subito subissato dai fischi del suo stesso partito? Tagliare i tempi dei processi e non le intercettazioni? Dare certezza alla pena piuttosto che agevolare gli avvocati in cerca del garbuglio giusto che ammazzi la sentenza? Di certo, non inseguendo gli stessi fantasmi che si è provveduto a fabbricare. Se può essere consolante, l'Italia non fa per niente eccezione in questa spirale di insicurezza pompata ad arte. Un libro di Pino Arlacchi, "L'inganno e la paura- Il mito del caos" con l'incontestabile forza delle nude cifre rammenta che tutti i delitti sono in calo in tutto il mondo, Italia compresa, da almeno vent'anni. E sono in calo anche i suicidi. E le dittature. E le vittime del terrorismo sono un numero trascurabile. Ma anche quelle delle peggiori malattie diminuiscono, come pure le percentuali di morti sulla strada rispetto ai veicoli circolanti. E le condizioni di lavoro sono infinitamente migliorate, come pure il reddito. Insomma, nonostante a noi - e soprattutto a chi ci governa - piaccia credere il contrario, considerati i grandi numeri al mondo si sta mediamente sempre meglio. Il che è bel dramma per noi giornalisti: dov'è la notizia, allora?
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