Se tutti i progetti andassero in porto…
Teatro Galli, fossato del castello, Ponte Tiberio, nuova Questura
E con il Psc si tenterà di riportare la gente a vivere entro le mura
Se tutti i progetti già pronti o in cantiere dovessero andare a buon fine nel giro di tre, cinque anni, Rimini si potrebbe offrire ai visitatori con un volto davvero nuovo. I lavori dell’invaso del ponte Tiberio (termine dell’opera prevista fra 400 giorni circa) restaureranno le mura medioevali, la via Bastioni, il Ponte e l’invaso sottostante, e riporteranno alla luce manufatti romani e medioevali. L’area, già meta di numerosi visitatori, diventerà ancora più frequentata.
Vi è poi un progetto finanziato dalla Fondazione Carim per far riemergere il fossato del Castello dei Malatesta con la possibilità, tutta da verificare, di costruire un grande parcheggio sotterraneo.
Inoltre, prima o poi, la Questura dovrà pur trovare una sede più agibile e degna. Quando ciò avverrà un terzo del Corso d’Augusto sarà libero dal traffico e dalla sosta delle macchine, riportando così la strada alla sua funzione commerciale e di collegamento fra le due porte sud e nord di Rimini.
Ma l’opera che cambierà Rimini, cancellando l’ammasso di rovine che da oltre sessant’anni ne presidiano il centro, sarà la ricostruzione del teatro Galli. I lavori cominceranno subito dopo l’estate; sono stati stanziati, come prima trance, dieci milioni di euro, cinque dei quali di provenienza regionale.
Nel frattempo il centro della città, a differenza dei borghi, negli ultimi decenni ha perso molti abitanti. E senza abitanti qualsiasi luogo si impoverisce. Sono centinaia gli appartamenti non occupati, sono vecchi, spesso troppo grandi, non funzionali e molti devono essere rimodernati e ristrutturati. Il nuovo Piano strutturale comunale (Psc), prevede strumenti normativi che possono riqualificare e recuperare il Centro alla sua funzione abitativa.
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