Grazie Napolitano!

RIMINI - Notizie opinioni - mer 11 feb 2009
di Nando Piccari

Un cinico attacco alla Costituzione

Si cerca lo scontro istituzionale speculando sulla sofferenza

E intanto ci si inventano medici-spie e ronde padane

Checché ne dica la congrega dei guitti televisivi del giovedì sera (il tronfio Santoro, il “sintatticoleso”. Di Pietro e il “come mi piaccio” Travaglio, che insieme reggono il sacco del pattume da cui fuoriescono i miasmi del “Grillo delirante a pagamento”) meno male che la Repubblica ha un Presidente della levatura di Giorgio Napolitano!

É grazie a lui se Berlusconi - la cui statura di statista è invece quella di un pigmeo - non è riuscito (almeno fino al momento in cui scrivo) ad usare il triste caso di Eluana come un grimaldello con cui assaltare la Costituzione.

È umano che la compassione ed il senso di impotenza generati da questa vicenda  ispirino dubbi, riflessioni o vere e proprie convinzioni divaricanti, a proposito del confine fra “morte naturale” e “vita artificiale”; ma ben altra cosa è la macabra danza, attorno al  letto della povera ragazza, dei tanti che paiono quasi inneggiare alla sua disperante condizione.

A costoro si è accodato Berlusconi, con la trovata di quel decreto-legge che gli avrebbe fruttato tre inquinanti risultati, se Napolitano non avesse assolto con coerenza al suo ruolo: uno schiaffo all'odiata Magistratura, riducendone a carta straccia la nota sentenza; una strizzatina d'occhio al Vaticano, i cui desiderata avrebbero determinato l'esito di una delicata vicenda dello Stato Italiano; uno sberleffo al mal sopportato ruolo di vigilanza sui decreti d'urgenza del Governo, che la Costituzione “sovietica” affida al Capo dello Stato.

Ma quale caso umano e di coscienza?! Era l'espediente per un meschino calcolo politico. In sintonia, del resto, con il “pacchetto sicurezza” appena approvato dalla sua maggioranza, che vorrebbe imporci due ripugnanti nuove figure, frutto delle turbe paranoico-ossessive della Lega: il medico-spia, che munito del “ricettario delle delazioni” fa arrestare i disgraziati che gli si presentino senza permesso di soggiorno; la “guardia padana”, un individuo a basso coefficiente intellettivo che, insieme ad altri “gasati”, passa le notti a rendersi ridicolo giocando al Far West.

Per finanziare la minchiata delle ronde padane e il mortificante defilé di militari che La Russa traveste da pizzardoni, ora si tagliano i finanziamenti alla sicurezza vera. Un esempio l'avremo anche quest'anno nella nostra provincia, dove è già assicurata la riedizione della sceneggiata sui rinforzi estivi; e dove quegli Amministratori che con mal riposto ottimismo, fidandosi delle “garanzie” di Pini, hanno preso sul serio la trovata del “patto per la sicurezza” da sottoscrivere con Maroni, si sentono adesso rispondere che lui firma solo se i soldi per finanziarlo li cacciano loro.          

In Senato, i leghisti hanno salutato l'approvazione delle nuove norme razziste sulla sicurezza con uno sventolio di fazzoletti verdi, mentre Borghezio ha commentato: «rifiutiamo il buonismo di merda catto-comunista.»

Chissà perché, mi viene in mente la barzelletta surreale di quel tipo che chiede all'azdora affacciata sulla porta: «Sgnora, do' c'à pos truvè e vost marid?» «L'è ilazò che e dà da magnè m'i baghin; ma lò al'arcnusì, parchè l'è quel se capel.» 

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