Dalla crisi allo sviluppo

RIMINI - Notizie Valconca - mer 11 feb 2009
di Eva Micucci

Quando e come ne usciremo

Se n’è discusso in una tavola rotonda tra sindaci e imprenditori

La crisi è globale, per la prima volta ci troviamo di fronte ad una situazione senza precedenti. Come uscirne in un settore, come quello del commercio, che è già attraversato da una congiuntura sfavorevole che dura da anni, legata alla trasformazione dei nostri centri storici e alla diffusione dei centri commerciali? Ne verremo fuori prima o poi? Come, è difficile dirlo. Sicuramente ne usciremo diversi. Per questo è importante cogliere questo momento, e cogliere la ripresa quando arriverà.

Fino a che punto sono stati colpiti i consumi? E’ tempo di primi bilanci dopo le feste natalizie e i successivi saldi che ne hanno portato un po’ di respiro. Il 2008 si è chiuso in provincia di Rimini con 18 fallimenti di imprese in più rispetto al 2007. Eppure il saldo resta ancora positivo, perché sono ste di più quelle che hanno aperto. Secondo gli esperti del settore, però, il peggio deve ancora venire. Il vero anno difficile, lo dicono tutti, è quello appena cominciato.

Lo scorso 22 gennaio si è svolta una tavola rotonda a cui hanno partecipato Giorgio Ciotti - Sindaco di Morciano, Daniele Imola - Sindaco di Riccione, Marcello Serpieri - responsabile comunicazione di CNA Rimini e gli imprenditori riccionesi Dino Saponi e Lanfranco Francolini.

Secondo Imola “in questa crisi paga chi sta fermo; chi rischia al 90% riesce in qualche modo a cavarsela”. Francolini dichiara di essere ottimista, forse chi andava in posti di villeggiatura più costosi ora verrà da noi, che non abbiamo nulla da invidiare ad altre città europee. Ciotti, il sindaco di Morciano vede nella sua città una vocazione storica per il commercio, e sull’ipotesi di un ipermercato afferma che in quel caso si farà in modo che sarà tutta l’area economica intorno a trarne beneficio, perché “quando un bicchiere è troppo pieno, come di dice da noi, vonta”. La crisi di cui si parla - prosegue Ciotti - è quella dello scontrino: se prima lo scontrino medio si aggirava sui 100 euro, ora è sugli 80”. Morciano, come Riccione, sono due tra i pochissimi comuni che non hanno applicato l’addizionale Irpef.

Sono due gli elementi che segnalano la difficoltà in atto: l’aumento della cassa integrazione e le difficoltà all’accesso al credito. Su quest’ultimo punto qualcosa è stato fatto, ma le imprese chiedono di più. Francolini chiede più elasticità da parte delle banche per quanto riguarda i tempi di scadenza dei mutui. Inoltre, liberalizzazione delle licenze e aperture dei centri commerciali sono due elementi che fanno paura ai commercianti che chiedono pari opportunità, maggiore tutela e soprattutto concorrenza leale. Imola conclude con la presentazione del fondo provinciale costituito da tutti i comuni della provincia per intervenire laddove serva un prestito nell’immediato sia per le imprese che per i cittadini. 

 

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