Romeni e Bulgari ancora europei ancora a metā

RIMINI - Notizie attualità - mer 11 feb 2009
di Redazione

Libera circolazione dei lavoratori per romeni e bulgari resta per ora un sogno

Ancora un anno da “forestieri”

Che ci siano cittadini europei di prima e seconda categoria non fa più ormai notizia. Importante è che siamo tutti orgogliosamente europei, anche se c'è chi non è ancora stato raggiunto dalla notizia che pure romeni e bulgari possono godere di questo ardito titolo: “tanto sempre foresti rimangono”... Con una circolare del 14 gennaio u.s il governo italiano ha prolungato per un altro anno il regime transitorio dei lavoratori romeni e bulgari in Italia. Cosa significa tutto ciò? Prima di tutto che i romeni e i bulgari non possono accedere a tutti i settori del mercato di lavoro italiano. La loro assunzione avviene attraverso presentazione di richieste di nulla osta allo sportello unico per l’immigrazione – mediante spedizione postale (raccomandata A/R) – utilizzando l’apposta modulistica (mod. sub neocomunitari” disponibile anche on line, sul sito del Ministero dell'Interno (www.interno.it) o del Ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali (www.lavoro.gov.it).

Per quanto riguarda invece il settore agricolo, turistico alberghiero, del lavoro domestico e di assistenza alla persona, edilizio, metalmeccanico, dirigenziale e altamente qualificato, compresi i casi previsti dall’articolo 27 del Testo Unico sull’immigrazione e lavoro stagionale, i lavoratori romeni e bulgari potranno essere assunti come se fossero cittadini italiani.

Due aspetti positivi devono essere però sottolineati: non sono previsti tetti numerici per le autorizzazioni al lavoro e il sistema del nulla osta vale solo per la prima assunzione. Quindi romeni e bulgari che sono già assunti regolarmente in Italia possono cambiare posto di lavoro senza particolari autorizzazioni.

Anno nuovo, cittadini europei di seconda categoria come prima. In più c'è la crisi. Molti romeni hanno deciso di tornare in patria con la speranza di trovare lì il lavoro che hanno perso qua. Almeno c'è una famiglia che li aspetta. Il commissario europeo al lavoro, Vladimir Spidla, ha affermato: “la crisi economica non è una buona ragione per mantenere le restrizioni. La libera circolazione dei lavoratori si regola da sola e dà una flessibilità necessaria in entrambe le direzioni: i lavoratori vanno dove c’è offerta di lavoro, non si spostano in altri Paesi per fare i disoccupati”.

 

 

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