Passa anche dall'Osteria dei Teatini la rivincita del centro storico

RIMINI - Notizie il taccuino della tavola - mer 28 gen 2009
di Michele Marziani

Oggi il cuore di Rimini è più buono che in passato

Merito di una nuova generazione di ristoratori appassionati, attenti alla materia prima, alle stagione, ma anche alla cultura, alla musica, al cinema 

Non tutte le rivoluzioni sono tumultuose e popolari. Quella in atto nella ristorazione del centro storico di Rimini è una rivoluzione silenziosa, ma assolutamente autentica: là dove era diventato difficile mangiare come si deve, sfuggendo al greve imperativo della tagliatella, oggi nascono nuovi locali e cucine giovani. Luoghi del cibo messi in piedi da professionisti motivati ma soprattutto innamorati, territoriali, attenti, curiosi. Niente che faccia urlare al miracolo, Rimini non è piazza da miracoli gastronomici, né allo chef stellato, ma un insieme di locali gradevoli, di diverse tipologie, dove mangiare, a volte mescolando il buon cibo con proposte culturali, musicali o d'intrattenimento. Addirittura ci sono posti come l'Osteria del Teatini (tel. 0541 28008) che hanno dedicato uno spazio, la sala sotterranea chiamata SOS, Suoni Odori Sapori, alla musica, al cinema, alle mescolanze culturali, ai salumi con la esse maiuscola, alle buone bottiglie, ai distillati e al pane casalingo fatto col lievito madre. I sotterranei sono il regno di Paolino "Zlaia" Scarponi. Al piano superiore c'è il ristorante vero e proprio, con Denis Casotti e, soprattutto, Paolo Bissaro in cucina. Bissaro, poco più che trentenne, radici altoatesine e una vita passata a Rimini, è cuoco con il piacere del sapore ricco, netto, forte anche, ma pulito, distinto. Niente pasticci, ma mescolanze. Così seduti a tavoli da (bella) osteria con tovaglietta di carta ma mise en place esemplare, ci si può far coccolare il palato dal tortino di formaggio di fossa con insalata di pere e noci e un filo di miele, interpretazione romagnola e gustosa dell'antico adagio "al contadino non far sapere...", infilzare con gusto, contenti del risultato, i bocconcini del fritto misto all'Artusi, sbocconcellare la tartare di manzo con carciofi marinati. Tra i primi piacciono i cappelletti, serviti con brodo a parte e bicchierino di vino per il "sorbìr", stuzzicano le tagliatelle con il buon ragù tagliato al coltello, accarezza il risotto al limone e zafferano con baccalà mantecato e freschi e croccanti spinaci. L'anima nordica di questa cucina votata alla carne - evviva! - prorompe nei secondi, nello stinco cotto a bassa temperatura, ricco di umori e di piacere, adagiato su un puré che sa di cucina d'infanzia ed erbette di campo o nella avvolgente bollito di lingua con patate, cardi, carciofi e parmigiano. Cucina semplice, a volte imponente, ma capace di farvi alzare contenti. Non prima di aver concluso con un mascarpone al cioccolato o con lo zabaione all'Albana e scorza di mandarino. I dessert vengono proposti con curiosi abbinamenti ai distillati.

Carta dei vini di soli romagnoli. Scelta potente, forte, da appoggiare, ma da migliorare aggiungendo ai fianco dei Sangiovese da primato qualche bottiglia più semplice, magari guardando un po' verso l'Emilia o nelle Marche dietro l'angolo. Si mangia, bene, tutto, spendendo sui 35-40 euro, compreso una bottiglia di vino da dividere in due. Si può sostare con molto meno.

 

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - Rimini - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Programmazione: Studio Web 2.0 Copyright ©2012  - Progetto grafico: Inčditart