Se sarò sindaco di Santarcangelo…
Intervista a Mauro Morri
Prime mosse del candidato Pd: "Più servizi per famiglie e imprese"
Una vittoria netta, con numeri non lasciano spazio a dubbi. Gli elettori hanno preso la loro decisione e dunque il Pd proporrà Mauro Morri per la postazione numero uno della città. Attualmente assessore provinciale alle attività produttive, 40 anni a novembre. Ed ecco che cosa ha in mente per il futuro di Santarcangelo:
Che tipo di sindaco vorrebbe essere?
Guidare la propria città è la carica più gratificante e stimolante cui possa aspirare un santarcangiolese. Se sarò sindaco, vorrei essere capace di trasmettere e condividere questo entusiasmo, anzi questo orgoglio. Autorevolezza nelle scelte, che è un tratto della mia formazione; affabilità nelle relazioni, che è una caratteristica della mia personalità. Ecco, sarei un Sindaco interessato a sapere, scoprire dove e come vivono i concittadini, dove studiano, lavorano, si ritrovano. I loro problemi, le loro aspettative. Insomma vorrei conoscere le situazioni di prima mano. Vorrei non solo un Comune aperto, ma un Sindaco in mezzo in cittadini.
Cosa vorrebbe cambiare di Santarcangelo?
Santarcangelo è un luogo invidiato nel resto della provincia e anche altrove, dove molti vorrebbero vivere. Più che cambiare, occorre potenziare e qualificare. La popolazione è aumentata e le imprese per ora tengono rispetto la crisi o investono. C'è bisogno di aumentare ed innovare i servizi a sostegno delle famiglie e dell'economia.
E dei santarcangiolesi cosa va cambiato?
Vanno benissimo così, il mio orgoglio è proprio di essere uno di loro. A voler trovare un neo a tutti i costi, potrei dire che sono troppo affezionati all'automobile e che invece potrebbero, in più occasioni, privilegiare gli spostamenti con le due ruote. Ma anche questo chiama in campo il ruolo dell'amministrazione, che deve fare la sua parte con le piste ciclabili, percorsi alternativi e così via.
Una riflessione su Vannoni?
E' un amico, sono stato suo collega nelle giunte guidate da Cristina Garattoni e Fabio Maioli, ed assessore nella sua squadra quando è divenuto sindaco per la prima volta. Sarei fiero di prenderne il testimone, mettere a frutto l'esperienza maturata insieme ed andare avanti. Non a caso il mio motto è tradizione ed innovazione.
La sua Giunta modello cosa, e chi, prevede?
Come un caffè: ristretto e di qualità, il genere che lascia un buon sapore nel palato.
Cosa vorrebbe si dicesse di lei a inizio mandato?
Abbiamo fatto la scelta giusta.
Cosa vorrebbe si dicesse di lei a fine mandato?
Abbiamo fatto la scelta giusta.
Preferisce andare a messa o a teatro?
Ho già risposto ad una precedente intervista che vado a messa secondo le esigenze dell'anima, in certi periodi spesso ed in altri meno. Ovviamente sono spettatore di Santarcangelo dei Teatri, sporadicamente di altri teatri in provincia.
Lei è una persona riflessiva o sanguigna?
Prevalentemente riflessiva e sanguigna quando serve: cioè, secondo me, molto di rado.
Che tipo di adolescente è stato?
Fino a 18 anni un po' secchione, forse troppo. Poi ho scoperto altri interessi oltre la scuola, e mi ci dedico tuttora.
La sua pagella com'era?
Con la media del 7 e mezzo, punte di eccellenza in italiano, letteratura e materie tecniche.
Titolo di studio?
Diploma di Perito Tecnico Industriale, abilitato all'esercizio della libera professione.
Che lavori ha svolto?
Dal 2000 sono dipendente della Società Gas Rimini, precedentemente sono stato progettista tecnico, per 11 anni, presso l'Azienda Paglierani di Santarcangelo.
Quando ha deciso che sarebbe entrato in politica?
Non ho mai deciso, è successo! Determinante il coinvolgimento emotivo e morale della morte di Aldo Moro e di Enrico Berlinguer: avevo 15 anni ed ho alzato lo sguardo verso un mondo di idee e valori che vanno oltre gli interessi individuali. Ci credo ancora.
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