Gruau, il tratto allegro della bellezza
A cent'anni dalla nascita una mostra e un libro dedicati all'autore di origine riminese
L'esposizione inaugura il 7 febbraio al Museo della Città
Nato cent'anni fa a Rimini, René Gruau (1909-2004), figlio di una donna francese (da cui prese il cognome) e di un aristocratico italiano, ha rappresentato, per la grafica di moda, la quint'essenza dello stile moderno di entrambi i paesi: egli è stato il maestro incontestabile di un'eleganza mondana perfetta e leggera come un passo di danza, simile al vibrare sprezzante e infiammato di un tango. Attivo in Italia fin da quando era un quindicenne, la sua carriera si sviluppa però a Parigi, e poi in Olanda, Germania, e quindi ancora in Francia, continuando in un orizzonte internazionale di altissimo livello, per ben ottanta ininterrotti anni. In occasione di tale anniversario ‘riminese' che, ad esser precisi, cade il 4 febbraio, il corso di laurea in Culture e tecniche della moda dell'Università di Bologna (sede di Rimini), ha ideato una mostra e promosso una serie di studi e ricerche poi raccolti in volume: il libro, in doppia versione italiana e inglese, s'intitola Gruau e la moda. Illustrare il Novecento - Gruau and Fashion. Illustrating the 20th century, (Silvana Editoriale, 2009) e colleziona contributi originali di numerosi studiosi di diversa nazionalità e differenti competenze chiamati ad indagare insieme il rapporto di Gruau con la moda, quale compiuta forma d'arte. La mostra Gruau e cent'anni di moda (Museo della Città 7 febbraio - 13 aprile) espone, invece, una ricca selezione di opere, anche inedite, dell'artista che testimoniano quasi un secolo di stile: dal lavoro come illustratore per prestigiose riviste del settore ("Lidel", "Marie Claire", "Vogue", "L'Officiel de la Couture", "Harper's Bazaar", "Flair", "Fémina"), fino alla produzione da modista per le aziende di prodotti di lusso, cosmetici, accessori, abiti, design: Gruau ha disegnato, difatti, per Jacques Fath e per Balmain, ma è stato soprattutto Dior a cercare la sua collaborazione e ad instaurare con lui un rapporto duraturo che porterà poi a grandi risultati. Ai vertici del successo, Gruau, ha poi lasciato gradualmente il disegno di moda per dedicarsi alla pubblicità. Simile in questo a Toulouse-Lautrec, dopo il 1956 i suoi manifesti per il Lido e il Moulin Rouge invaderanno Parigi, mentre si faranno sempre più frequenti le incursioni nel mondo dello spettacolo. La sua maniera impareggiabile emerge ora nuovamente nel percorso di mostra, rivelando la gioia immensa di un tratto allegro, squillante, essenziale, felicemente semplice, di una silhouette disegnata su un sogno di bellezza e freschezza, che suscita ancora ammirazione e nostalgia.
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