RIMINI Se passa lo straniero

RIMINI - Notizie Attualità - mer 11 giu 2008
di Giampaolo Proni
[{La questione dell’immigrazione} Le società multiculturali e multietniche sono più ricche e più dinamiche] E' possibile dimostrare senza ombra di dubbio che le società multiculturali e multietniche sono più dinamiche, più creative e più ricche di quelle monoetniche e monoculturali. La più evidente e forte del mondo è quella degli Stati Uniti, ma l'Italia ha dato vita al più grande impero multietnico della storia: l'Impero Romano. In una società multiculturale il confronto tra diverse lingue, diversi modi di alimentarsi e di vestirsi, diverse religioni, produce novità, spiazzamenti, mette in discussione la visione etnocentrica che ogni cultura chiusa inevitabilmente produce, insomma impone una maggiore complessità alla mente delle persone, sia degli immigrati sia dei residenti. Rende la società più competitiva. Io lavoro da alcuni anni in classi universitarie con una presenza crescente di stranieri (non immigrati: studenti stranieri). Il problema essenziale è la lingua. Superato questo problema, la presenza di stranieri è assolutamente positiva. Ci porta modi diversi di vedere le cose, ci richiede di raccontare cosa e come siamo, e questo ci costringe ad essere consapevoli di noi stessi. Aumentando il confronto con le persone si aumenta la competizione. E' facile essere campioni di flipper del bar, è più difficile essere campioni del mondo. Io spero vivamente che gli studenti italiani sfaticati e poco capaci siano sostituiti da studenti stranieri intelligenti e volonterosi. I primi a guadagnarci sarebbero gli studenti più bravi (che per fortuna solo la maggioranza), perché avrebbero un confronto stimolante a casa loro, senza dover girare per il mondo. Negli Stati Uniti, per esempio, i programmatori e i matematici indiani (una cultura notoriamente molto orientata per le scienze matematiche) hanno da tempo messo alla prova i loro colleghi americani, risultando spesso vincenti. Studenti di origine orientale primeggiano nelle facoltà scientifiche. [{Senza di loro non ce la faremo}] Gli esempi potrebbero essere moltissimi. La competitività rende più forti e più bravi. Oltre ad essere vantaggiosa, l'immigrazione in Italia è indispensabile. Facciamo un esempio: a Rimini ci sono circa 65.000 cittadini tra i 30 e i 64 anni di età, e ce ne sono in totale meno di 40.000 tra gli 0 e i 29 anni. Quando i 65.000 saranno tutti pensionati, i 40.000 dovrebbero in teoria pagare loro la pensione. O questi 40.000 guadagnano così tanto da poter mantenere un pensionato e mezzo a testa, oltre a pagare le tasse e mantenere sé stessi e la famiglia, cosa poco probabile, oppure troviamo (e in fretta) almeno ventimila nuovi cittadini che lavorino e paghino le tasse e i contributi, e così ogni lavoratore dovrà mantenere un solo pensionato. Il resto dell'Italia non è messo in modo molto diverso. Detto questo, i problemi ci sono e sono evidenti. Problemi locali come quello del quartiere di Borgo Marina (stazione-Via Roma) che sta diventando uno dei tipici quartieri multietnici vicini alla stazione, che ci sono in molte città italiane. Bene, questi problemi oggi si possono affrontare, ed è dovere di un'amministrazione assumere il coordinamento di azioni che trasformino l'immigrazione da problema in risorsa. I disagi sono sempre quelli, più o meno in tutto il mondo, così come le contraddizioni. Lo stesso cittadino che lamenta la perdita di valore del suo immobile è quello che lo vende quando l'immigrato gli offre una somma adeguata. Ci sono strumenti di intervento, possibilità di progettare e implementare strategie che portino a dare ordine e legge da una parte e dall'altra ad ambientare e mescolare le culture in arrivo con quelle residenti. Strategie che utilizzano in modo convergente i poteri amministrativi e le leve economiche e culturali, la politica e l'impresa privata, l'associazionismo e la comunicazione. Ma bisogna partire da assunti base come quelli che ho delineato più sopra: l'immigrazione è vantaggiosa ed è indispensabile. La soluzione parte dalla buona volontà e dall'intelligenza. Ma non fare niente è molto rischioso. Un piccolo taglio può diventare una ferita.

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