RIMINI Nelle mani del professore
RIMINI - Notizie Sport - mer 11 giu 2008
di Enzo Pirroni
[{CALCIO SERIE B}
Acori al Livorno, il Rimini al suo vice Elvio Selighini]
Andatosene Von Clausewitz Acori a tentare la fortuna a Livorno appo la corte dell’umorale ex camionista Spinelli, la scelta del nuovo allenatore del Rimini è caduta sull’autoctono professor Elvio Selighini, un tecnico che da tempo lavora per la Rimini Calcio (era lui che dopo essere subentrato ad Alessandrini nell’ormai lontano campionato di C2 1999-2000 dovette inchinarsi alla superiorità della Vis Pesaro di Daniele Arrigoni, nella finale di play-off giocata sul campo di Arezzo).
Niente di nuovo dunque. Si ripartirà, quindi, dall’allenatore laureato e sicuramente, anche se non ci saranno cambiamenti hiroshimatici, la struttura della squadra non sarà più la stessa soprattutto a causa dei diversi contratti in scadenza e di alcune comproprietà che, in un modo o nell’altro, occorrerà definire.
Nel frattempo la piazza è in fibrillazione. Due sono i partiti: quello delle “mammolette” e quello delle “iene”. I primi, con dolcezza unita ad una serena visione dell’imminente futuro, confidano nella sapienza gestionale di falegnami di Ponte Ospedaletto, rispettano le scelte e attendono di vedere all’opera il tecnico prima di esprimere qualsiasi giudizio. I secondi, illividiti ed in un certo senso delusi, (si aspettavano un grande nome, un allenatore che avesse alle spalle un sostanzioso {cursus honorum}), non si accontentano e riversano sulla società e sul nuovo {trainer} tonnellate di contumelie e pronosticano un futuro gramo dopo anni di vacche grasse.
Alla conferenza stampa, tenutasi alcuni giorni or sono, i dirigenti del Rimini nelle persone di Benedettini, Muratori e Ceccherini, hanno, con franchezza ed oggettività, parlato di una situazione generale certamente non allegra. I diritti televisivi, che fino a due anni fa, erano il sale di vita, che alimentava i clubs della serie cadetta, non ci sono più, i costi gestionali sono (come tutto d’altra parte) notevolmente lievitati, pertanto – hanno detto gli uomini preposti alla guida della navicella biancorossa – essendo la Cocif, unica proprietaria della Rimini Calcio, se si vuole continuare sulla strada di serietà e di buon governo, che sono le qualità caratterizzanti della nostra società, se si vuole pagare con puntualità gli stipendi agli atleti ed agli addetti, occorrerà essere oculati e previdenti e non lasciarsi affascinare dalle sirene del protagonismo e dai sogni di grandezza.
Un discorso che chiunque, con un briciolo di sale in zucca, sottoscriverebbe. In questa ottica rientra la “promozione” del professor Selighini, al quale auguro buona fortuna, ma nello stesso tempo mi permetto, sommessamente, da collega, di dargli un consiglio: eviti, nelle varie trasmissioni mandate in onda dalle televisioni locali d’impaniarsi in disquisizioni tecnico-tattiche. Non s’inveschi in formule che tanto sanno di cabbala o di giuoco del lotto. Il parlare del 4-4-2; 3-5-2 etc. etc. lo lasci ai pronosticanti ed alle fattucchiere. Lavori invece di buon animo e diffidi di tutto e di tutti; massime dei suoi stessi giocatori. Il calcio professionistico muove miliardi, parlare di spirito di squadra, di attaccamento alla maglia è pura follia. I giocatori sono mercenari trasformati in abili calcolatori, avide marionette mosse da procuratori addottorati nelle male scienze, veri maneggioni ed achitofellisti privi di scrupoli, pronti a centellinare la prestazione e capaci di passare su tutto e su tutti per esclusivo amore di guadagno. Il foot-ball, e non solo nel nostro paese, è un microcosmo fetido e ribollente dove i vampiri della finanza, i cerretani del sottobosco politico truccano il brutto in bello, lo squallore in fasto, l’ignavia in virtù. Per cui non ha senso infiammarsi e spendersi su un archetipo corrotto e distorto al quale, anche i più piccoli, anonimi attori si attengono.
Non posso che applaudire i dirigenti Cocif per l’ammissione di intenti espressa nella conferenza stampa. Bravi lo sono stati nelle stagioni passate, non vedo perché non dovrebbero esserlo nel campionato che si sta preparando. Aspettando che radio mercato ci informi sui nomi dei partenti e su quelli che verranno a vestire la maglia biancorossa, vivo con tranquillità, nella consapevolezza che la barra del timone è in buone mani.
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