RIMINI Che bella l’Italia, grazie a quella in Miniatura

RIMINI - Notizie Attualità - mer 25 giu 2008
di Lia Celi
[{Tanto verde e cultura per tutti, nonostante qualche sbavatura} Forse ci vorrebbe un Rambaldi anche per quella vera] Tornare di tanto in tanto all'Italia in Miniatura è un balsamo per lo spirito. Per chi è sui quaranta, come me, scatta il riflesso "Anima mia", e sembra di entrare nelle pagine "culturali" dei vecchi Topolino degli anni Settanta, quando l'attrazione ideata da Ivo Rambaldi era appena nata, e rappresentava il non-plus-ultra del turismo intelligente per famiglie. E' una magica combinazione di patriottismo ottocentesco (quel Garibaldi di cartone che proclama «Qui si fa l'Italia, e qui si comincia a visitarla!» - e del resto Rambaldi era di Ravenna, terra garibaldina per eccellenza), ottimismo tecnologico, (la monorotaia! le miniature in gomma di resina!), socialismo dal volto umano (acculturiamo le masse divertendole!), pragmatismo all'americana (in un'ora e mezza vedi il meglio dell'Italia!) e di ecologismo nordeuropeo (l'unico parco tematico italiano che ha ottenuto la certificazione ambientale ISO 14001!), il tutto corretto con un pizzico di grezzuria tutta romagnola, che in certi casi rischia di assomigliare alla meno pittoresca sciatteria italica. Nel parcheggio, ad esempio, pieno di sterpaglie, e con vista sul retro di una trattoria casalinga, tanto per sottolineare che non siamo a Disneyland; nelle attrazioni del Luna Park della Scienza, che ai primi di giugno erano per metà fuori uso; nell'approccio un po' brusco degli istruttori della scuola-guida per bambini (sarà anche per abituarli in anticipo ai modi degli istruttori veri, ma all'estero i piccoli ospiti vengono trattati diversamente, specie nei parchi tematici dedicati a loro). Anche certe miniature avrebbero bisogno di una spolveratina, se non altro per riguardo al buon Ivo, che ne era tanto orgoglioso. Il verde del parco è (bisogna dirlo) talmente smagliante e ben curato da far risaltare il grigiore e l'aria "stanca" di alcuni monumenti. Ma, complessivamente, l'effetto batticuore c'è, almeno per noi adulti. Era dai tempi del benemerito "Intervallo" della Rai che non vedevo la Cattedrale di Cefalù, e scalare il mini-Monte Bianco di Viserba è probabilmente l'arrampicata più audace che potrò mai permettermi nella vita. E poi, dite quel che volete, ma l'Italia in Miniatura in qualche modo raggiunge il suo scopo: far capire che il nostro paese è veramente unico, uno scrigno di meraviglie. Basterebbe la metà per essere orgogliosi di abitarci. Grazie all'idea di Rambaldi, possiamo contemplare l'Italia come se, per un cataclisma misantropo, fosse sprofondata nel Mediterraneo per qualche minuto, quel tanto che basta per spazzare via i suoi molesti e confusionari abitanti e i manufatti più brutti e deperibili (auto, periferie squallide, ipermercati tutti uguali), per poi riemergere, deserta e spettacolare: solo monumenti, acque limpide e tanto verde. Forse è così che la vorrebbero gli stranieri. Ma l'Italia a grandezza naturale non può diventare un parco a tema storico-artistico. Meglio un paese da vivere e da godere, imperfezioni comprese. Se non possiamo eliminarle, cerchiamo almeno di miniaturizzarle. Alla Rambaldi.

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