RIMINI I murales del Borgo di San Giuliano

RIMINI - Notizie Storia Borgo S. Giuliano - mer 25 giu 2008
di Luca Vici
[{Storia di una forma d’arte che a Rimini ha trovato terreno fertile I primi furono realizzati per la festa del 1980] I murales sono un forma d’arte strettamente connessa al più recente graffitismo. Modi di espressione che a Rimini hanno trovato terreno fertile, tanto è vero che la nostra città può vantare uno dei migliori artisti di queste tecniche, quel Davide Salvadei, in arte Eron, che ha realizzato per il comune la grande decorazione del porto, lunga 200 metri, dove ha raffigurato i principali monumenti della nostra città insieme a “impronte” di creature marine. [Dal Messico a Fellini] Non tutti forse sanno che il movimento muralista nasce negli anni Venti del Novecento in Messico, mettendo in pratica quell’arte pubblica per un “nuovo stato” che era stata auspicata già nel 1906 dall’intellettuale messicano G. Murillo (anche noto come Doctor Atl). L’idea venne attuata da Diego Rivera, Josè Clemente Orozco e David Siqueiros, i quali credevano in un’arte collettiva che potesse essere goduta da larghi strati di società: non a caso collocavano le loro opere, di enormi dimensioni, in luoghi pubblici di larga frequentazione. Questi grandi murales erano carichi di significati politici-ideologici, e dal punto di vista stilistico integravano i linguaggi del moderno avanguardismo europeo e i modelli pittorici del rinascimento italiano con la tradizione artistica locale, precedente la conquista spagnola. A Rimini i murales giunsero come una sorta di elemento scenografico utilizzato durante particolari eventi cittadini. Già nella festa del borgo di San Giuliano del 1980, vennero realizzati alcuni dipinti dall’artista Filippi. L’iniziativa fu riproposta in grande nell’edizione del 1988, quando il borgo venne diviso in tre aree tematiche: quella verde, dove si rappresentava la femminilità; la gialla, che riguardava la storia; la rossa, che riferita alla cultura. In quel periodo il borgo presentava ancora molte case diroccate o comunque in precario stato di conservazione, che ben si prestavano per ospitare dei murales. Nel 1990 fu realizzata una mostra delle opere fin lì compiute, che aveva come tema i personaggi del borgo: tra questi c’erano alcuni anarchici, un tenore, un baritono, ma anche figure “mitiche”, che avevano ricevuto nel tempo soprannomi adeguati al loro “modus vivendi” (il pescatore La Mangia, gran mangiatore, ecc.). Furono così realizzati circa cinquanta pannelli che rappresentavano i personaggi del borgo, collocati sui muri delle case a loro appartenute. [E quest’anno ne arriveranno di nuovi] Il boom dei murales si ebbe però nell’anno 1994, quando si volle dedicare la festa Federico Fellini, scomparso l’anno precedente. In quell’occasione pittori locali - tra cui Maroncelli, Minarini e Paolizzi - rappresentarono alcuni personaggi dei film del maestro riminese. Purtroppo, anche a causa della necessaria ristrutturazione di molte abitazioni, la maggior parte dei murales è scomparsa. Oggi quelli superstiti vanno cercati con cura per i vicoli del borgo; sono sopravvissuti soprattutto i soggetti felliniani, ma si vedono anche scorci del quartiere ed in particolare del ponte di Tiberio. Anche per l’edizione della festa del borgo 2008 è prevista la realizzazione di nuovi murales, di nuovo ispirati a Fellini e alla sua opera.

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