Il passato che ritorna
I lavori nell'invaso del ponte di Tiberio
Ecco i resti dell'antico porto romano-medioevale e della porta "Gallica"
L'invaso del Ponte, e i lavori che là si stanno eseguendo, forse attualmente è il luogo più fotografato e osservato di Rimini, come se da un momento all'altro dovessero affiorare non si sa quali vestigia. E gli spettatori non hanno tutti i torti. La zona archeologicamente è molto sensibile. Quando via Bastioni vedrà abbassata la sua sede stradale, per diminuire le spinte sulle mura, affioreranno le antiche pavimentazioni fatte con ciottoli di fiume, due fosse granarie e il condotto sotterraneo medioevale per accedere alle banchine del porto. All'inizio del ponte gli scavi potranno mettere in luce l'antica porta della città sulla Via Emilia, la Porta Gallica o di San Pietro, che esisteva almeno dal 1071 come annotava Luigi Tonini in "Rimini dopo il mille". Qui si legge che la Porta comprendeva lo spazio della strada con una cappella sul lato monte dedicata alla Beata Vergine. Venne danneggiata seriamente nel terremoto del 1736 e definitivamente demolita con l'apertura della circonvallazione nel 1829. Il fondo della carreggiata di via Bastioni sarà pavimentato in parte con i ciottoli fluviali recuperati messi al centro e con un selciato di fiume a spina di pesce ai lati. Un fondo così fatto non potrà certo sopportare un traffico veicolare inteso, per cui in concomitanza se ne deduce che vi sarà un nuovo assetto della circolazione.
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