RIMINI Pizzolante raglia e il metrò deraglia

RIMINI - Notizie Attualità - mer 09 lug 2008
di Nando Piccari
[{Questioni di stile} Come trasformare un taglio di bilancio in una vittoria di partito] È del tutto coerente che il Prefetto di Milano abbia giustificato più o meno così la schedatura etnica dei bimbi Rom: “Le impronte digitali? Mica le ha inventate Maroni! Già le prevedeva una legge del 1941.” Che fosse una legge fascista, e che magari per qualcuno abbia rappresentato un viatico per Auschwitz, non turba affatto il titolare del novello “ministero della razza padanica”. C'è ora da aspettarsi un decreto che introduca una bella marchiatura sul braccio degli appartenenti alle categorie a più alto rischio. Scontata una doverosa Z per gli zingari, si potrebbe pensare all'efficace T di “terun” per quanti stanno a sud di Roma (che ora però, grazie ad Alemanno, è un po' meno “ladrona”); mentre basterebbe una sbrigativa M per tutti gli extracomunitari, cumulativamente definibili “marocchini”; senza dimenticare la simpatica C di “culattoni” per i gay. Il ministro “al bere comune”, Giovanardi, potrebbe poi aggiungere una tripla D (drogati, depravati, debosciati) ai tanti che si ostinano a non riconoscerlo come modello di cristiana virtù. Il tutto, naturalmente, per fare un altro passettino incontro al “bisogno di sicurezza dei cittadini”. Vuoi mettere quanto sarebbero efficaci simili provvedimenti anche per l'ordine pubblico qui in Riviera? Altrochè l'agitazione degli Amministratori Locali per avere qualche poliziotto in più, che nei giorni scorsi ha arrecato tanto fastidio ai valvassini oriundo-riminesi del centrodestra. Alla fine non si è capito se i rinforzi estivi arriveranno, ma ci sono comunque altre buone notizie. Intanto, gli ornamentali “cavalli-poliziotto” non moriranno di fame, perché abbiamo letto che provvederà a sfamarli il mio amico Enrico Santini, che da buon cattolico estende il “dar da mangiare agli affamati” fino alla biada equina. Si è poi registrata la grande novità delle espressioni cortesi usate dal leghista On. Pini nei confronti di “uno di sinistra”, il Presidente Fabbri. Subito dopo hanno dovuto farlo sedere e dargli un bicchiere d'acqua; intanto, però, va apprezzato lo sforzo. Uno sforzo sconosciuto a Pizzolante, il cui maggior contributo al “dialogo” sulla sicurezza è stata la frase {«Imola è un pallone gonfiato»}. De Sio -che per stile e cultura politica sta a Pizzolante come il Po al torrente Pisciatello- ha cercato invano di fornirgli un assist; ma lui è l'On. Smazzolante e tale vuol restare. Ora che il Governo pare revocare il finanziamento al metrò, è lì a fare del millantato credito attribuendosi il merito della porcata, osannato dalla “solita voce” e dal suo bignamino “tana-liberarimini”. Pizzolante, si sa, detesta il metrò e ha invece l'ossessione di interrare la ferrovia. La sua tata, Stefania Craxi, lo accontenterà presto, regalandogli secchiello e paletta perché cominci a scavare. Gli metta anche un berrettino in testa, altrimenti il prossimo colpo di sole potrebbe fargli venir voglia di sopraelevare il porto-canale. PS. Continuo a leggere che nel PD {«Parisi vuole la testa di Veltroni»}. Lo capisco. Anch'io, al suo posto, vorrei avere la testa di un altro.

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