RIMINI Il lungomare di Palloni

RIMINI - Notizie Storia Borgo Storia Borgo Marina - mer 09 lug 2008
di Luca Vici
[{Così nacque l’area che ora si vuole rinnovare} Quando l’Ostenda d’Italia decise di diventare la piccola Montecarlo] Il dibattito sul restyling del lungomare di Rimini e delle due principali piazze della zona di Marina Centro (Kennedy e Marvelli) è di grande interesse non solo perché mette in competizione architetti di fama mondiale come Julien de Smedt, Jean Nouvel e Norman Foster, ma anche per il fatto che dà la possibilità di aprire interessanti dibattiti sull’architettura contemporanea e su come può evolvere la qualità della vita di un’area cittadina grazie ad essa. Un momento simile la nostra città lo visse nel quinquennio governato dal podestà Pietro Palloni (1929-1933). In quel periodo, Marina Centro fu oggetto di una serie di lavori pubblici che la dovevano trasformare “una piccola Montecarlo”, così come aveva auspicato l’ex podestà Tullo Busignani. Dopo aver voluto essere l’Ostenda d’Italia, Rimini non perdeva dunque il vezzo di rincorrere i modelli più in voga del momento. Nel quinquennio Palloni, vennero dunque ristrutturate e ampliate le palazzine Roma e Milano, fu trasformato e abbellito tutto il piazzale a monte del Kursaal, venne acquistato e riammodernato il Grand Hotel che era stato realizzato venti anni prima (1908), fu realizzato un teatro provvisorio in legno capace di mille posti nelle adiacenze di Villa Adriatica, chiamato anche “Arena del Mare”, dove si svolsero spettacoli di opera leggera e varietà. Inoltre, fu ampliato il piazzale a mare del Kursaal e della Piattaforma, e venne allargato e dotato di illuminazione viale Regina Elena insieme alle vie limitrofe. [E i riminesi scoprirono la passeggiata sul mare] L’opera più importante dell’amministrazione Palloni fu per Marina Centro il lungomare, che a lavori conclusi, apparve ai riminesi e ai forestieri come una fascinosa terrazza, ai margini di un ampio e vellutato arenile, un poco sopraelevato rispetto ad esso, ed affiancato da due spaziosi marciapiedi. Ad intervalli regolari, si trovavano piante ornamentali collocate sulla balaustra in urne sorrette da brevi piedistalli. Il lungomare di Palloni, il cui primo stralcio partiva dal porto canale e arrivava al Grand Hotel costituiva quella sorta di ciliegina sulla torta in un’area costituita da pregevoli edifici tra i quali il Kuursal e l’Idroterapico, oltre a numerosi villini. I lavori del primo lungomare furono conclusi nell’anno 1932. La nuova passeggiata cambiò le abitudini di molti riminesi: i giovani si davano appuntamento al bar Zanarini, mentre gli adulti sfruttavano quella che era la nuova vetrina riminese per incontrare persone e per il passeggio. Quest’opera dunque fece scoprire un’area di Rimini che per molto tempo era stata utilizzata soltanto dai turisti. All’epoca, infatti, ben pochi riminesi avevano l’abitudine di andare regolarmente “a marina”, eccezion fatta per qualche anziano che necessitava di sabbiature per i reumatismi. In spiaggia ci si andava invece per la pesca “alla tratta”, per raccogliere “poveracce” e “cannelli”, per qualche apputamento amoroso fra le dune, mentre i contadini scendevano dalle campagne per lavare i buoi fra le onde. {Fonte Liliano Faenza, “Paga Palloni, tra lungomare e lungimiranza l’onesto podestà e i grandi progetti”.}

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