Quando il dolore al collo non dà tregua

RIMINI - Notizie healthness - mer 08 mag 2013

Come affrontare i disturbi di natura cervicale
Fisioterapia, postura e allenamento possono risolvere la maggior parte dei casi

Dolori cervicali, rigidità nei movimenti, senso di tensione muscolare, cefalea, nausea e vertigini, sono sintomi comuni, spesso associati e vedono alla propria origine un disturbo di natura cervicale. Le cause possono essere molteplici e vanno dai disturbi di natura posturale a problematiche degenerative discovertebrali (ernie discali, artrosi cervicale) o possono anche essere una conseguenza di incidenti stradali (colpo di frusta). Esistono forme acute di cervicalgia caratterizzate da un esordio improvviso, il classico torcicollo, e forme croniche caratterizzate da un dolore pressoché costante.
Anche se l'insorgenza e l'andamento di questi disturbi sembrano essere anarchici e difficilmente controllabili, é comprovato che alcuni comportamenti o abitudini della vita quotidiana possono condizionarne in maniera sensibile l'evoluzione. Leggere o guardare la tv da letto, dormire con cuscini troppo alti, utilizzare sedie o postazioni pc non adeguate, sono abitudini che spesso portano le alterazioni strutturali della colonna vertebrale a diventare sintomatiche.
Cosa fare allora se il dolore al collo non dà tregua? Innanzitutto é fondamentale chiarire le cause all'origine del disturbo. Una visita medica specialistica fisiatrica servirà ad inquadrarlo, anche attraverso indagini quali Radiografia, Risonanza Magnetica, Tac, etc. Una volta giunti alla diagnosi, si imposterà il trattamento. Nella stragrande maggioranza dei casi il trattamento di scelta é quello conservativo. Esso consiste nell'utilizzo di soluzioni terapeutiche combinate:
- Trattamento farmacologico
- Trattamento fisioterapico
- Trattamento chiropratico
- Correzione delle abitudini di vita scorrette
- Allenamento aerobico

Prima rilassare e poi rinforzare i muscoli
Il primo obiettivo del trattamento conservativo é quello di ridurre la sintomatologia dolorosa e la contrattura dei muscoli ai lati del collo. L'utilizzo di farmaci quali antinfiammatori e miorilassanti può essere d'aiuto nelle fasi iniziali, ma non é consigliabile protrarre il loro utilizzo per più di sette giorni a causa degli effetti collaterali che comportano. Per tale motivo é fondamentale associare al trattamento farmacologico, il trattamento fisioterapico che consiste in questa fase nell'utilizzo di terapie fisiche (TENS, calore, laserterapia) e massaggi. A mano a mano che la rigidità muscolare si attenua, é possibile associare degli esercizi di stretching dei muscoli del collo in modo tale da restituire loro la normale lunghezza e ripristinare il completo arco di movimento del rachide cervicale.
Quando tali obiettivi vengono raggiunti, si procede con il rinforzo dei muscoli cervicali. Questi, infatti, a causa del dolore e della contrattura, sono rimasti per molto tempo inattivi e, quando un muscolo non lavora, si indebolisce. I muscoli deboli non sono in grado di sostenere adeguatamente la colonna e determinano un sovraccarico delle strutture disco-vertebrali già sofferenti. Per tale motivo si inizieranno esercizi specifici per la muscolatura cervicale allo scopo di fornire un sostegno adeguato ai dischi e alle vertebre.
Parallelamente al trattamento fisioterapico, si effettuerà una valutazione posturale da parte del chiropratico, con lo scopo di individuare e correggere quelle alterazioni posturali e quei compensi che autoalimentano la sintomatologia dolorosa. Il paziente, inoltre, verrà adeguatamente informato in merito a quelle abitudini di vita e a quelle posizioni della colonna potenzialmente dannose, in modo tale da poterle abbandonare.
Non appena si supera la fase acuta del disturbo, é estremamente importante riavviare il paziente all'esercizio aerobico. I muscoli del collo, infatti, sono muscoli che lavorano quasi tutto il giorno per sorreggere la testa e consumano grosse quantità di ossigeno. Quando non siamo allenati e ci viene l'affanno dopo una camminata o dopo una rampa di scale, significa che non arriva abbastanza ossigeno ai nostri muscoli. Questi lavorano in carenza di energia e soffrono. A questo punto é semplice dedurre l'importanza dell'allenamento aerobico per chi soffre di disturbi alla colonna. Attraverso un test, definito di soglia, é possibile conoscere l'intensità ideale alla quale svolgere l'allenamento.
La durata del trattamento fisioterapico dipende naturalmente dalla gravità del quadro clinico. Generalmente si ottengono degli ottimi risultati funzionali già con 15-20 sedute di fisioterapia.

Diagnosi precoce per prevenire guai peggiori

In alcuni casi, però, il trattamento conservativo non é in grado di alleviare il disturbo. Ciò accade soprattutto nelle forme più gravi, causate spesso da grosse ernie cervicali che comprimono il midollo spinale. In tali casi, soprattutto quando il dolore al collo é associato ad importanti deficit di sensibilità e di forza agli arti superiori, é bene consultare uno specialista neurochirurgo per valutare eventuali soluzioni alternative. Fortunatamente, però, casi simili sono estremamente rari e, con una diagnosi precoce al comparire dei primi sintomi, é spesso possibile evitare l'intervento.
Per questo motivo non bisogna essere passivi di fronte al dolore e aspettare che passi da solo o rassegnarsi ad esso. Intraprendere un percorso terapeutico con convinzione e fiducia aiuta ad ottenere risultati clinici ottimali e più velocemente.

Giovanni Maria D'Orsi

 

 

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013 -