RIMINI Aridatece Caligola!

RIMINI - Notizie Opinioni - mer 23 lug 2008
di Nando Piccari
[{Niente di nuovo sotto il sole di Roma (ladrona)} Già duemila anni fa per entrare in parlamento bastava essere fedeli come un quadrupede] Non capisco tutto questo scandalo per il fatto che Berlusconi si sia portato al Governo un buon numero di nullità che hanno l'unico merito di essere da sempre al suo servizio. La cosa ha un illustre precedente storico: non fu forse l'Imperatore Caligola a nominare senatore il suo adorato cavallo Incitatus? Fra non molto, l'annunciata legge di riforma federalista (la “Bossi-Calderoli”, detta anche “del Menga”) darà a Berlusconi la facoltà di auto-proclamarsi “Imperatore di Padania e Terronia”. Che male c'è, dunque, se ha voluto portarsi avanti col lavoro, chiamando ai vertici dello Stato qualche suo docile ronzino? Con l'ornamentale aggiunta di un tot di appariscenti “puledre” prelevate dai suoi molteplici pascoli televisivi? E di Tremonti, eterno “cavallo di razza”, il cui serioso birignao lo fa assomigliare in TV - chi ha la mia età se lo ricorda - al grottesco personaggio creato quarant'anni fa dalla rivoluzionaria comicità di Paolo Villaggio: il Prof. Kranz, quello del tormentone “Chi di foi fiene atesso? Fiene io!” Non c'è dunque da stupirsi se il massimo di creatività programmatica che “la squadra della libertà” riesce ad esprimere quando non è impegnata a fabbricare trappole legislative per tenere lontana la giustizia dal Capo, si riduca al tremontiano gioco delle tre carte sui mutui-casa; alle benedicenti pappine culturali di Bondi; ai grembiulini che la Gelmini vorrebbe tornassero ad indossare gli alunni, come segno di vera riforma della scuola; al gioco ai soldatini che tanto appassiona La Russa, il ministro della guerra…dei bottoni; ai sempre più cialtroneschi insulti all’Italia e alla bandiera da parte di quel che resta di Bossi, il quale chissà che prima o poi non trovi un procuratore che se la senta di farlo condannare, come sarebbe doveroso. Ma intanto, a garantire sonni tranquilli al Governo ci pensa la miriade di “megafoni politico-istituzionali” (compresi certi amministratori di centrosinistra) che contribuisce a diffondere la psicosi della “sicurezza” come il vero, grande problema di questo Paese, di cui racconta anche le località più amene e indisturbate come se fossero il Bronx. Che dire, per esempio, di quell’impressionabile esponente del centrodestra misanese che, seduto in riva all’Agina, sforna ogni settimana un angosciato allarme sul fatto che “a Misano cresce l’emergenza sicurezza”? Comunque io, per stare dalla parte del sicuro, dovendo andare da Cattolica a Riccione, come suol dirsi “la prendo da sopra” e passo da Coriano, dove ancora l’ordine pubblico lo sanno mantenere. PS {La cosa rovinerà le vacanze a qualche suo redattore, ma condivido la domanda attorno cui ruota l’ultimo numero di Ariminol: “Che senso ha, oggi, la ricostruzione del teatro Galli senza che sia parte di un complessivo progetto per quel grande giacimento culturale che è Piazza Malatesta?” Altrimenti, se ci si accontenta di un “com’era e dov’era” piccino piccino, ha ragione il monarchico Ruzzier a pretendere il ritorno all’originaria titolazione del teatro a Vittorio Emanuele. }

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