COMITATO CONTRO COMITATO

SANTA GIUSTINA - Notizie primo piano - mer 13 mar 2013
di Stefano Cicchetti

Se si facesse un referendum dovrebbero votare solo i residenti?
Santa Giustina spaccata in due: circonvallazione oppure no?

La "società civile" da una parte, la "casta" dell'altra. I cittadini vessati da una politica incapace, sorda e per giunta ladrona. Questa rappresentazione della società non è solo italiana e non solo di oggi. Né qualcuno può dubitare che non sia vera. Eppure, c'è qualcosa che non torna. Prendiamo a esempio il fenomeno dei comitati. Il loro dilagare è la prova più clamorosa del distacco fra la politica e i cittadini. I quali non si sentono rappresentati dagli organi previsti dalla democrazia, anche se sono stati eletti dalla maggioranza dei cittadini stessi. Ma i comitati, a loro volta, quanto e chi rappresentano?
Siccome siamo sempre un po' più avanti degli altri, Rimini è da tempo terra fertile di comitati. Di conseguenza, è stata anche una delle prime roccaforti del Movimento 5 Stelle, unico che sia riuscito a commutare le firme nelle petizioni in voti sonanti. Ma proprio grazie alla nostra attitudine ad anticipare la storia, da noi si è verificato anche un ulteriore, interessante fenomeno. Quello del comitato e dell'anti-comitato.
E' quanto si sta consumando a Santa Giustina. L'antica e nobile frazione è nata un paio di millenni fa sulla via Emilia. La nostra innata modestia ci impedisce di gridarlo ai quattro venti, magari valorizzando la pietra miliare romana che giace semi-nascosta accanto alla chiesa, che a sua volta fu antichissima pieve. Pertanto ci siamo limitati a lasciare Santa Giustina al destino comune a tanti paesi che furono di campagna e ora sono ingabbiati dall'urbanizzazione: in altre parole, dal traffico più opprimente.
La bimillenaria via consolare non ce la fa più, e da un pezzo. L'inquinamento e i rumori tagliano a metà il paese, per non dire del pericolo per i pedoni. E dunque da anni si pensa a una circonvallazione che dovrebbe collegarsi alla "strada di gronda" di Santarcangelo. Che però si è fatta, mentre a Santa Giustina niente, nonostante un progetto approvato due anni fa. Perché?
Perché a Santa Giustina non tutti la vogliono, questa circonvallazione. C'è un comitato favorevole e un comitato contrario. Le ragioni del sì le abbiamo dette. Quelle del no, mettono sul piatto l'impatto sui terreni agricoli e gli esercizi commerciali della via Emilia tagliati fuori.
Dove stanno la ragione e il torto? L'ambiente, a quanto parrebbe, corre dei rischi sia in un'ipotesi che nell'altra. E in entrambi i casi c'è chi ci rimette e chi ci guadagna.
Cosa si fa? Il dogma anti-casta recita che è il comitato, come il cliente, ad avere sempre ragione. Ma se sono due? Alla fine il modo più democratico per decidere dovrebbe essere un referendum: curioso che nessuno lo abbia ancora proposto, nemmeno i grillini. Ma se anche la consultazione si facesse, si voterebbe solo a Santa Giustina? Stiamo parlando di una strada e di quelle "strategiche", quindi gli interessi in gioco non sono solo quelli dei residenti, ma anche di chi vi circola non abitando proprio lì. E sono centinaia di migliaia all'anno.
Tirando le somme: ecco cosa non funziona in quel quadro dove i buoni stanno tutti in piazza e i cattivi tutti nel palazzo. Non funziona perchè è solo una comoda semplificazione. Ben vengano nuove forme di democrazia. Basta però che non ci prendiamo in giro: quando un bel giorno si deciderà, per un cittadino contento ce ne sarà sempre almeno un altro scontento. Sempre che la decisione non arrivi così tardi da scontentare tutti, perché a quel punto il problema non sarà più risolvibile. E purtroppo esempi di questo genere a Rimini, "che è sempre avanti", abbondano.

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