IL BELLO DELLA RETE

RIMINI - Notizie primo piano - mer 19 dic 2012
di Stefano Cicchetti

Nella pancia del web si sfogano i peggiori istinti
Sergio Zavoli aggredito in casa e linciato on line

La Rete è libertà, partecipazione diretta, democrazia. Nella Rete le bugie hanno le gambe corte. In Rete si può votare, snellire la burocrazia, imparare a distanza. E soprattutto comunicare. Una comunicazione dal basso, non imposta dai Grandi Poteri. Evviva. E che uso ne facciamo della grande opportunità offerta da internet?
Il 3 dicembre scorso Sergio Zavoli è stato assalito in casa sua, duramente malmenato, minacciato di morte, rapinato. Il fatto ha suscitato grande commozione non solo, ovviamente, nella sua Rimini. Tantissimi, anche fra i comuni cittadini, hanno ritenuto di dover esprimere a Zavoli la propria solidarietà. Tantissimi, ma non tutti.
Già sul sito de Il Fatto Quotidiano si iniziano a trarre alcune conclusioni. "Ropalmie" scrive: "Il buonismo è terreno fertile per le bestie che ci sono in giro oggi... bisogna usare il pugno di ferro, altro che perdonare". Sul Corriere della Sera on line molti commenti sono del tenore di quello inviato da DiegoB: "Si muovono solo quando viene toccata qualche nome importante (vedi caso Pantani, furti in casa di personaggi noti come Lapo e altri, ecc.) questa è l'italia (con la i minuscola) purtroppo". Sull'Huffington Post, meno post ma stessa musica: "Chissà se adesso che hanno menato un pezzo grosso finalmente tolgono l'eccesso di legittima difesa tra le mura di casa" si domanda Andrea Da Fino. E perfino nelle rosate pagine on line di Donna Moderna, Glicine non trova di meglio da dire: "Mi dispiace per lui, sinceramente, anche perchè ha una certa età, 89 anni, ma forse capire cosa si prova quando hai davanti persone senza scrupoli, pronte a tutto anche alla violenza più estrema... gli hanno fatto la roulette russa per ben tre volte, fa si che le parole e i proclami sono una cosa, la realtà dura e cruda è un'altra".
Insomma l'uomo anziano - e che uomo - alla mercè di selvaggi delinquenti è bell'e dimenticato. Cova invece l'astio dei Signor Nessuno verso i "vip".
Non manca poi chi l'uomo lo ignora del tutto e si interroga invece sul destino.. della cassaforte! Ma siamo sul "masterforum" di Poteriocculti, quindi il quesito è praticamente obbligato: "Considerato che i ladri volevano la cassaforte bisognerebbe capire che cosa c'era in quella cassaforte".
Proviamo a ridere. Ma se ci si sposta su certi forum, pietà l'è morta, umanità pure e via libera ai peggiori istinti. Su www.chatta.it, dove si dovrebbe parlare di politica, Margherita.46 apre così la discussione: "Eh sì, c'è quasi da sperare che certa gente miri in alto, altrimenti nessuno farà nulla, ‘buona' com'è , finchè certe cose riguardano altri". COMBATTENTE29 elimina i "quasi" e gongola: "Bene molto bene". MIRKO.CUOREROSSOBLU osa rispondere "Ma bene cosa? C'è da gioire se una persona viene malmenata?". Ma Zero.Coupon lo rimbecca così: "Se un buonista del c.. viene malmenato da un clandestino io sono contento".
Orionbelt affina il concetto: "è un buonista col c..o accogliente, è una m.. di comunista, piddino, ulivista ecc ecc". E poi, a raffica: "questa m... comunista, assieme ai suoi amici di sinistra, ha votato tutte le leggi per spalancare le porte di casa nostra ai rifiuti umani che l'hanno rapinato e (purtroppo non abbastanza) bastonato. ha avuto molto meno di quel che si meriterebbe"; "I PROSSIMI CHE SI MERITEREBBERO IL TRATTAMENTO ZAVOLI SONO QUELLE M,,, DI MAURIZIO COSTANZO E DI GAD LERNER"; "questo zavoli è uno di quei criminali collaborazionisti che ha contribuito a spalancare le porte ai maiali. non ha avuto nemmeno un decimo di quello che si meriterebbe. i nostri figli ci malediranno per non essere andati per tempo ad appendere per i piedi questi rinnegati traditori del popolo italiano. dovevano menarlo di più, lui e tutti quelli come lui".
E così via. In tanti, tantissimI.
Abbiamo censurato il turpiloquio, non le sgrammaticature. Sarebbe stato fare troppo onore ai nuovi eroi che si nascondono dietro un nick per sputare il loro livore. Ma la Rete? Non doveva rendere il mondo e la gente migliore?
La Rete è solo un mezzo. Non ci salva e non ci condanna. Illusorio venerarla, fuorviante deprecarla. Per migliorare il mondo, e noi stessi, dovremo tirarci su le maniche e lavorare sodo. Non solo sulla tastiera di un computer.

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