FOTO BELLARIVA NON SCATTA PIU'

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 21 nov 2012
di Claudio Costantini

"Il digitale ha ucciso l'emozione dell'attesa"
Renato Patrignani chiude l'attività: ha raccontato la città per quasi mezzo secolo

Erano gli anni in cui in mare a qualche metro dalla battigia, c'erano, a distanza di un centinaio di metri una dall'altra, le altalene con la pubblicità del Campari sulla traversa. Quante persone, bambini, ragazze, donne sono stati fotografati mentre ondeggiavano avanti ed indietro. La maggioranza delle foto erano ancora sviluppate in bianco e nero e c'era la fila dei bagnanti che aspettavano di essere fotografati. Sono i ricordi di Renato Patrignani, storico fotografo di Bellariva. "Iniziai da ragazzo questo mestiere - continua Patrignani - poi nel ‘68 decisi di mettermi in proprio e aprire un negozio, quello stesso che chiuderà a giorni perché cesso l'attività. La licenza comprendeva oltre alla fotografia anche quella di vendita di bombole a gas. Con quest'ultima mi sono pagato il negozio".
In pochi anni la fotografia ha avuto uno sviluppo, un cambiamento drastico, non più pellicola e camera oscura, ma foto digitali: "Prima non si vedeva l'ora di sviluppare su carta quello che avevi impresso nella pellicola, ora vedi subito il risultato sul display e non c'è più l'emozione dell'attesa, della scoperta". Patrignani con le sue foto, scattate nell'arco di quasi mezzo secolo, molte esposte nel suo negozio a Bellariva, ha documentato il mutamento dei costumi, del modo di vivere, di divertirsi, di fare vacanza. A Bellariva non c'era cresima, matrimonio, comunione che non vedesse la presenza della sua macchina fotografica. "Si lavorava sedici ore al giorno, nel negozio con mia moglie, nella camera oscura per sviluppare e poi la sera d'estate nei dancing, nei lunapark e la mattina sulla spiaggia". Tutti i giornali di Rimini, compreso il nostro, hanno pubblicato le suo foto per documentare avvenimenti. Una fra le tante che lui ricorda bene è quella data al Carlino diversi anni fa: una cagna allattava dei gattini orfani della loro mamma. Ma Patrignani faceva anche scoop con le celebrità, come con Lady Diana quando venne per il Pio Manzù e lui riuscì per primo a fotografarla all'aeroporto (c'erano quaranta fotografi che aspettavano) grazie ad una scorciatoia. Sue sono anche le immagini a corredo del libro "La mia Bellariva" di Enzo Corbelli. I tempi cambiano e così le abitudini e anche la fisionomia dei luoghi. Bellariva non ha più il suo fotografo, ma le immagini colte dalla macchina fotografica di Patrignani continueranno a raccontare la sua storia.

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