Tanti motivi in più per andare in città

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 10 ott 2012
di Redazione

Le iniziative per il rilancio non solo commerciale del Centro Storico
Torneranno Happy Shopping Night e Sigismondo Street Parade 

Molti commercianti del Centro Storico e di altre parti della città sembra che abbiano deciso di non stare alla finestra ad aspettare che la crisi finisca per poi ricominciare, perché nulla sarà come prima. E nonostante le difficoltà economiche, cercano in mille modi di rilanciare la loro offerta diversificandola o rendendola più appetibile con sconti e promozioni. Fra questi operatori vi sono senza dubbio quelli che negli ultimi mesi hanno cercato eventi di successo, come L'Happy Shopping Night di agosto (comitato VitalCentroRiminese) e Sigismondo Street Parade di settembre (sette negozi della via) per invogliare i riminesi a frequentare il Centro: un'occasione per conoscere i negozi e le loro offerte. Quasi un proseguimento in veste non marinaresca della Molo Street Parade di luglio. 

Marinella Cavalli presidente di VitalCentroRiminese e titolare di un bel negozio di abbigliamento, non ha dubbi nel dire che "la gente viene più volentieri in città se ha un appeal, un motivo, un'occasione". E da questo convincimento la volontà di continuare con eventi promozionali e di intrattenimento. La Street Parade sarà riproposta a breve, visto l'affluenza dei visitatori ed estesa ad altre vie, con musica in punti stabiliti di diversa tipologia e indirizzo, jazz, rock, melodica, tradizionale... e magari una lotteria che coinvolga tutti i negozi interessati. A giugno del prossimo sarà riproposto l'Happy Shopping Night con nuove iniziative. Il 25 novembre prossimo in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i negozi testimonieranno la loro adesione esponendo il Fiocco Bianco.


I volti della crisi
Chiuso per caro affitto
E c'è chi vuole una tassa per chi non accetta locazioni

Più nel Centro Storiche che nei borghi si assiste settimanalmente o più frequentemente alla chiusura di un esercizio commerciale, le serrande si abbassano, le vetrine si svuotano, i vetri si riempiono di polvere. Un tipo di chiusura non per cambio di gestione, ma di lunga durata. E' vero, c'è la crisi. Ma questa viene pagata da tutti allo stesso modo? Vi è una lamentela generale per gli affitti troppo alti, mentre gli introiti diminuiscono di percentuali a due cifre, quelli sono quasi stabili. Sembra che si preferisca tenere i negozi chiusi che affittarli ad un canone più ridotto, e la conseguenza è sotto gli occhi di tutti, negozi anche storici costretti ad abbandonare l'attività. Alle volte capita che i proprietari non si adoperino nemmeno al decoro del esercizio con le serrande abbassate. Quando il commercio "tirava" aumentavano gli introiti dei commercianti, ma ancor più dei proprietari senza che questi investissero un soldo in promozione. Ora che le cose si invertono la regola dovrebbe valere per entrambi, proprietari ed esercenti: meno lavoro, meno affitto. Ma c'è anche chi - in questi periodi di magra e con un comune che ha bisogno di soldi per opere pubbliche - sta pensando ad una tassa-contributo particolare per chi tiene i negozi sfitti a lato di una domanda anche se non troppo remunerativa. Naturalmente il principio non dovrà valere se le ragioni sono diverse.

 

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