EX-PADANE GRANDE OPPORTUNITĀ

RIMINI - Notizie primo piano - mer 10 ott 2012
di Stefano Cicchetti

La società ebbe il primo commissario governativo "provvisorio" d'Italia: durò 64 anni
Un'area che racconta una storia molto italiana

Quando ci chiediamo "come ha fatto l'Italia a ridursi così", il pensiero vola ai vari Belsito, Lusi, Fiorito & C. che ci hanno allietato il 2102. Ma saremmo davvero miopi e ingenui a prendercela solo con i ladri da pollaio e solo con quelli di oggi. Ciò che stiamo scontando non ci è piovuto dal cielo. Non da oggi intendiamo lo Stato come mangiatoia a ufo a disposizione dei detentori di un qualche privilegio. Non è da oggi l'indifferenza, se non il disprezzo, verso il merito, sia delle persone che delle cose. Pertanto le persone di merito, quando possono, se ne vanno: fra studenti, ricercatori e imprenditori ormai è un'emorragia. Che ci costa, ha calcolato qualcuno, 1,2 miliardi di dollari all'anno solo in mancati brevetti.
Non potendo scappare, le cose devono invece restare qui a godere del più fenomenale masochismo del pianeta: abbiamo la più grande concentrazione di beni storici e artistici del mondo, e ce ne freghiamo.
Una delle tante vicende che riescono a coniugare sia lo Stato-mangiatoia che il disprezzo per i nostri beni, è quella della ferrovia Rimini - Novafeltria.
Fin dalla sua costruzione, nel 1916, si rasentano anfiteatro romano e quasi tutte le mura malatestiane superstiti. Ma soprattutto si piazza un passaggio a livello in faccia al monumento simbolo della città, l'Arco d'Augusto. Non erano tempi da badare a queste piccolezze. Era però forse epoca di capacità manageriale e rigore amministrativo? Non si direbbe, visto che la proprietà, Società Anonima delle Ferrovie e Tramvie Padane, andò in crisi negli anni '30, fino a fallire. Ma in Italia c'è fallimento e fallimento. Nel 1933, prima ancora che fosse dichiarata l'insolvenza, "la gestione delle ferrovie Ferrara-Codigoro e Rimini-Novafeltria - si legge nelle cronache ufficiali - dovette essere assunta in via provvisoria dall'amministrazione governativa".
Si notino due termini: "dovette" e "provvisoria". In realtà non c'era alcun obbligo da parte dello Stato. Fu scelta politica, che diede vita, per la prima volta in Italia, a una "gestione commissariale governativa": conosciamo la lunghissima fortuna di questa formula. Quanto alla provvisorietà, il commissario restò in carica fino all'anno di grazia 1997, anche se dal 1960 la ferrovia non esisteva più ed erano subentrati gli autobus.
Il risultato di tutto ciò lo conosciamo: è il biglietto da visita per chi si reca al centro di Rimini scendendo dal treno, o arrivando a piedi dal mare attraverso il parco. Le mura quattrocentesche restano abbandonate al loro destino; i ruderi dell'anfiteatro convivono con la stazione dei bus, un malandato campo di calcetto e il benemerito Ceis. Per il quale, fra l'altro, nessuno in 60 anni è riuscito a trovare una sistemazione migliore che insistere su di un'area archeologica.
Con la nascita di Start Romagna l'area delle ex-Padane torna in ballo, perché il Comune di Rimini è socio della nuova società del trasporto pubblico locale. Un'area ghiotta anche dal punto di vista immobiliare e di questi tempi tocca far cassa alla svelta... Oppure, un'irripetibile opportunità per dare una svolta alla città, nell'immagine come nella sostanza. E non è assolutamente detto che il profitto, quello pubblico come quello privato, sia per forza nemico del ben fatto. Perchè il profitto migliore è sempre quello più duraturo.

 

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