RIMINI Ma non fu colpa di Napoleone

RIMINI - Notizie Storia Borgo S. Giovanni - mer 23 lug 2008
di Redazione
Le vicende delle antichissime chiese del Borgo San Giovanni sono esemplari di quanto Rimini abbia poco tenuto al suo passato. Non furono le guerre, o le catastrofi naturali, a distruggere l’abbazia del patrono della città o la millenaria chiesa di San Gregorio, ma la pochezza umana. Del resto, lo stesso accadde per la chiesa cattedrale, caso più unico che raro in Italia. Spesso si dà la colpa di questi autentici delitti culturali, avvenuti soprattutto nel primo ‘800, a Napoleone ed alle sue confische dei beni della Chiesa. In realtà, durante la prima occupazione francese le confische ci furono e così le sconsacrazioni e le profanazioni. Ma nessuna chiesa riminese fu demolita per diretto ordine francese. Fu invece la stessa Curia, che presto ne era rientrata in possesso, a vendere molti ex edifici sacri, dovendo far fronte all’abolizione della “decima”, la tassa ecclesiastica che durante l’Ancien Regime gravava su tutti i laici. Gli acquirenti privati il più delle volte demolirono poi le chiese, difficilmente “riciclabili”, per rivendere coppi e mattoni, travi e marmi. Una politica che, infatti, continuò anche dopo la caduta di Napoleone (come fu per San Gregorio), poiché la Restaurazione, non ripristinando la “decima”, non consentiva più alla Chiesa di mantenere il suo immenso patrimonio immobiliare.

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