L'autodromo di Misano, così il sogno divenne realtà

MISANO ADRIATICO - Notizie sport - mer 12 set 2012
di Stefano Cicchetti

Le prima gare nell'estate del 1972
Alla nascita del circuito contribuirono personaggi come Enzo Ferrari, Pietro Taruffi ed Emilio Isotta

E' mutòr, il motore, solo in Romagna significa direttamente "la motocicletta". Una passione sconfinata, irrefrenabile, esplosa non appena le prime macchine a due ruote si affacciarono da queste parti, oltre un secolo fa.
La prima gara in riviera si tiene a Rimini già il 15 agosto del 1903, sotto il patrocinio della Gazzetta dello Sport. Da allora la passione non si è mai arrestata. Bisogna però arrivare al 1972 perché sia convogliata in un grande impianto degno di tanto entusiamo. Ma come si arrivò a dotare Misano di un autodromo, e del più alto livello? Non fu facile e neppure scontato. E, come forse non tutti sanno, la realizzazione coinvolse i massimi personaggi del mondo motoristico, da Enzo Ferrari a Pietro Taruffi, il vincitore dell'ultima Mille Miglia (1957) nonché progettista della Rondine, considerata la prima moto moderna.
Ma andiamo con ordine. L'idea di un una pista in riviera aleggiava almeno fin dal dopoguerra. Ma è negli anni '60 che in gruppo di appassionati iniziano a pensarci sul serio. La scelta cade su Misano, dove allo spazio disponibile si somma la posizione favorevole dal punto di vista logistico. Misano è agli albori del suo boom turistico e non tutti comprendono appieno le valenze di un autodromo. Non manca chi teme che le folle di appassionati non si "sposino" bene con le famiglie in vacanza. Ma la maggioranza dei misanesi è a favore e il Comune (sindaco era Nicola Sebastiani) decide per l'approvazione dell'idea presentata dai privati. Il 22 febbraio del 1969 si costituisce pertanto la Santa Monica s.p.a. che presenta un progetto, redatto dagli architetti Emilio Isotta (figlio di Cesare, fondatore dell'Isotta-Fraschini) e Sampaolesi, approvato all'unanimità dal Consiglio Comunale il 16 febbraio 1970. Ma subito sorgono problemi tecnici e burocratici che minacciano di impantanare tutto. Si esce dall'impasse grazie a Enzo Ferrari in persona, che indirizza la società verso Pietro Taruffi. L'asso delle auto e delle moto è infatti anche ingegnere, esperto progettista di circuiti. Insieme al collega Ugo Cavazzuti si arriva a un nuovo tracciato. Le difficoltà non finiscono però qui. Occorrono modifiche e correzioni imposte dalle varie Commissioni.
Si arriva al 6 agosto del 1972. Finalmente la prima gara, con in mano gli ultimi benestare arrivati nel cuore della notte. In pista vanno le Formula 3 e Duemila Sport e il primo duello è fra campioni del calibro di Arturo Merzario e Mario Casoni.
Ma il battesimo "vero", come ci si poteva aspettare, è quello delle moto. Il 15 agosto una folla mai vista assiste al Gran Premio Perla Verde dove nella 350 si sfidano gli idoli del momento, Giacomo Agostini e Renzo Pasolini. "Paso" si deve ritirare per guasto lasciando campo libero alla vittoria di "Ago", ma poi si rifà dominando le 250.
E' solo la prima pagina di una leggenda che dura da quarant'anni. E che promette di durare ancora per molto, grazie alla grande passione di questa piccola parte d'Italia. alla grande passione di questa piccola parte d'Italia e allo straordinario impegno profuso dalla Santa Monica Spa (Gruppo Colacem/Financo) società proprietaria del prestigioso autodromo.

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