E I TEDESCHI CI RUBANO IL MESTIERE

RIMINI - Notizie primo piano - mer 12 set 2012
di Stefano Cicchetti

Crescita record per gli arrivi degli stranieri, italiani compresi
In Germania c'è un'industria che marcia più delle altre: il turismo

Ecco dov'erano andati i tedeschi che dalle nostre parti non si vedono più: si sono messi a fare gli albergatori! Battute a parte, fa una certa impressione guardare i dati diffusi dall'Ente Nazionale Germanico per il Turismo (ENGT), l'ENIT tedesco: "Grazie ai dati sorprendenti dei primi cinque mesi dell'anno, la Germania riconferma la sua posizione tra le destinazioni più amate in Europa", informa Ernst Burgbacher, membro del parlamento tedesco, segretario presso Ministero dell'Economia e della Tecnologia e incaricato del governo tedesco per le piccole e medie imprese e per il turismo.
Dall'inizio dell'anno alla fine di maggio 2012, nelle strutture ricettive con più di dieci posti letto si sono registrati quasi 24 milioni di pernottamenti di visitatori provenienti dall'estero, cioè oltre il dieci per cento in più rispetto all'anno prima. Se i visitatori più fedeli dei lander restano gli olandesi, cresciuti "appena" del 9 per cento, gli svizzeri hanno segnato un più 16 per cento, per non parlare dei danesi che hanno toccato un aumento del 26 per cento. Sorpresa: un bel contributo alla marcia trionfale del turismo teutonico lo abbiamo dato anche noi: restiamo, sempre secondo l'ENGT, "il quinto mercato per il turismo internazionale verso la Germania, con uno share del 5,3 % di tutti i pernottamenti effettuati da stranieri entro i confini tedeschi (in strutture con più di 10 posti letto). Con un incremento del 5,9 % rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, la presenza di turisti italiani è pertanto in costante aumento negli ultimi mesi soprattutto per l'ottimo rapporto qualità/prezzo e la raggiungibilità comoda ed economica. La Germania si riconferma pertanto come una delle mete estere preferite degli abitanti del Bel Paese".
Numeri da favola, poi, per gli arrivi dai Paesi emergenti: Brasile, più 32,2 per cento; Russia, più 17; Cina, più 13; India, più 8. C'è poi quel 26 per cento in più proveniente dagli Stati del Golfo che trova la seguente motivazione: "La crescita delle presenze è riconducibile principalmente alle eccellenti prestazioni mediche offerte dalle infrastrutture e dai professionisti tedeschi, ma anche dalle allettanti possibilità di fare shopping di qualità in città come Monaco, Francoforte e Düsseldorf".
Se non bastasse guardarsi intorno per capire che da noi soffia tutt'altra aria, le cifre fin qui diffuse dall'Osservatorio nazionale del turismo ci dicono invece che in Italia gli arrivi degli stranieri nel primo quadrimestre 2012 sono stati lo 0,1 per cento in meno e la loro spesa è calata dello 0,3. Prevedibile, ma non per questo meno doloroso, il crollo del mercato interno: gli italiani che si sono concessi una vacanza sono diminuiti del 22,2 per cento nei primi sei mesi, per un'occupazione di camere scesa del 7,5.
Non sarà stata quella l'arma segreta, ma nel 2009 la Germania aveva diminuito l'Iva sul turismo al 7 per cento. "L'Italia - aveva commentato all'epoca il presidente di Federalberghi-Confturismo Bernabò Bocca - da tempo va invocando il varo di una simile misura, che porti l'Iva degli alberghi, attualmente al 10%, ai livelli della Spagna (7% come ora la Germania), o della Francia (5,5%)". Mentre sulle strutture balneari l'Iva pesa con il 21 per cento.
Ma il presidente di Assotravel - Confindustria, Andrea Giannetti, aveva dovuto aggiungere: "Temo che il ministro Tremonti un'operazione del genere ora non possa farla dal momento che ogni punto di Iva vale decine di milioni di euro". E se non la poteva fare Tremonti...

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