RIMINI Lui ce l’ha raccontata giusta
RIMINI - Notizie Prima Pagina - mer 06 ago 2008
di Claudio Costantini
[{Liliano Faenza è morto l’ultimo sabato di luglio}
Storico, saggista e commediografo, ha testimoniato come nessun altro il novecento riminese]
Sabato ventisei luglio la chiesa del cimitero non era gremita di persone per assistere alla sua funzione funebre. I parenti più vicini nei primi banchi, il rappresentante del Comune con la fascia tricolore, amici, coetanei - “abbiamo fatto insieme la quarta e la quinta elementare” - diverse signore di età indefinita, altre probabilmente della stessa del defunto. Metà delle parole del prete con inflessione straniera erano incomprensibili ai più e nessuno ha preso la parola per ricordarlo. Lo avrebbe dovuto fare Sergio Zavoli coetaneo ed amico, ma per disguidi è arrivato quando la funzione era finita e pochi erano ancora rimasti. Sicuramente Faenza non si sarebbe lamentato. Lui non amava la retorica, le manifestazioni, gli encomi, tanto più se erano rivolti alla sua persona. Da un anno circa “abitava” causa l’età e la malattia al Valloni un ricovero, il migliore di Rimini, un luogo dove risiede la memoria vera della città che inesorabilmente scompare senza che vi siano biografi a raccoglierla.
Questo non vale per Faenza che ha fissato in decine di libri (tutti {worst sellers}, come diceva lui ironicamente), saggi ed articoli le sue esperienze, i suoi studi di storia, di filosofia, di costume, di politica. Quando un giorno lo andai a trovare, all’Istituto davano un festa per gli ospiti con musica clown e teatrino, molti erano allegri ognuno per quello che poteva. Faenza non era sceso, non partecipava, stava seduto in un saletta al primo piano, non mi stupii affatto della sua solitudine. Mi riconobbe, parlammo di come stava, un discorso che a lui non interessava, poi gli chiesi se potevo mandargli un ragazzo che voleva sapere sulla Rimini del dopoguerra, accettò e mi chiese quando. Poi la conversazione languì mentre Faenza guardava con gli occhi apparentemente assenti davanti a lui. Forse sognava della sua Rimini, come ebbe a dire in un articolo su Chiamami Città.
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