Quel dottore in bicicletta

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 27 giu 2012
di Enzo Pirroni

Primario dell'Ospedalino, fra i fondatori del Ceis
Se n'è andato a 91 anni Ugo Gobbi, pediatra dalla parte dei poveri

Martedì 19 Giugno, all'età di novantun anni si è spento il professor Ugo Gobbi pediatra di grandissimo valore, ex primario dell'Ospedalino e uno dei fondatori e, in seguito, grande amico del Ceis.
Era un anarchico legato strettamente a Tonino Scalorbi, Carlo Doglio, Armando Borghi, Pietro Spada, Pio Turroni. Per Ugo Gobbi essere anarchico significava fuga dall'ipocrisia, significava prendere a gabbo la prosopopea, la smania di grandezza, le celebrazioni, le cerimonie, il culto dell'uniforme. Essere anarchico, per lui, voleva dire stare solo ed esclusivamente dalla parte dei poveri senza invescarsi in sterili strutture ideologiche. E a questi principi, innestati su di un realismo pratico di assoluta coerenza, si è attenuto per tutto il corso della sua lunga esistenza.
Nato a Rimini nel 1921 conseguì la laurea (cum laude) in Medicina all'Università di Bologna il 7 dicembre 1945. A questa seguì la specializzazione in Pediatria e quindi la Libera Docenza. Professionalmente molto attivo nella nostra città, è ricordato per essere stato primario e direttore dell'Ospedale per bambini (l'Ospedalino) riuscendo a far diventare tale struttura un centro di vera eccellenza. All'Ospedalino, Ugo Gobbi rimase fino al 1974, anno in cui dovette, "emigrare a Fano, perché i comunisti ed i socialisti avevano deciso di chiudere l'Ospedale dei bambini, del quale ero primario dal 1952 (che a detta della popolazione funzionava benissimo, ma sul quale non avevano potere) a favore della divisione pediatrica dell'Ospedale Infermi, saldamente nelle loro mani". (Questo scriveva lo stesso professor Gobbi su Chiamami Città, testata sulla quale intervenne più volte, nel 2002).
Ritornato nella città dei Malatesta, dopo l'esperienza fanese, continuò ad esercitare la professione privatamente fino al 1986. Uomo di vastissima cultura, coltivava diverse e apparentemente contrastanti passioni: lo studio delle ceramiche, l'amore per l'arte applicata e l'attrazione per il ciclismo, sport da lui praticato nella giovinezza, tanto che finché poté, il mezzo di trasporto da lui preferito era la sua bicicletta da corsa "Cimatti" della quale si serviva per effettuare visite domiciliari.
Negli ultimi anni era solito, nelle mattinate estive, recarsi alla "fontana dei quattro cavalli". Qui seduto all'ombra incontrava gli amici di sempre: Marino Vasi (suo compagno di banco ai tempi del liceo), Quarto Perazzini, Alberto Miliani, Emilio Baldini. Raramente mi è stato concesso di ascoltare discorsi così fascinosi. C'era la possibilità di spaziare nei più diversi ambiti dello scibile, dalla fisica, alla patristica, dalla linguistica, alla letteratura, dalla sociologia, alla chimica...
Purtroppo la schiera degli amici morti tende di giorno, in giorno a farsi più folta. Scriveva Vîtěslav Nezval: "Il tempo fugge ed io vorrei dire ancor molto di te - Il tempo fugge e di te ho detto poco sinora - Il tempo fugge come una rondine e accende vecchie stelle del ricordo....". Aver conosciuto Ugo Gobbi, ed essergli stato amico (seppur per breve tempo) è stata, per me, una vera fortuna.

 

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