Dalla crisi nascerą (forse) l'Europa
Nonostante i costi e i problemi indietro non si può tornare
L'Unione nata per evitare nuove guerre ora deve diventare un vero macrostato
E' certo un caso se, mentre festeggiavamo i 150 anni dell'Unità d'Italia, si sia aperta una crisi alla fine della quale, forse, nascerà l'Europa. La storia non si ripete mai, tuttavia ogni storico sa che sempre leggiamo il presente attraverso il filtro del passato. Allo scopo di cercare di capire come sarà il futuro.
E' un fatto che la rivoluzione dei trasporti e della comunicazione, assieme alle altre rivoluzioni dell'800 e del '900, hanno portato alla ribalta i macrostati, primi tra tutti Usa e URSS, immensi territori con centinaia di milioni di abitanti. E ora la Cina, l'India, il Brasile. Macrostati che non sono imperi, perché sono organizzati in modo unitario e non con la struttura a mosaico degli imperi del passato, nei quali un sovrano regnava ma i diversi popoli erano divisi da favolose lontananze culturali e geografiche.
L'idea dell'Unione Europea nasce dopo la II guerra mondiale l'obiettivo di dar vita a una superpotenza economica che potesse confrontarsi con il grande alleato americano e il nemico (allora) sovietico. Ma prima di questo vi era un altro obiettivo: stringere i popoli europei in una rete di relazioni sovranazionali, prima economiche e poi politiche, tale da rendere impossibile una guerra. Perché le due guerre mondiali avevano lasciato un tale orrore da far pensare che una terza sarebbe stata, come disse Einstein, l'ultima combattuta con armi moderne, prima di tornare ai randelli e alle pietre. E dietro a questa idea vi è il nucleo fondante della democrazia liberale: lo scambio economico è un processo che consente un confronto e una dialettica pacifica. Il confronto può essere duro, creare diseguaglianze e anche vittime, ma è meglio della guerra. Perché nella follia della guerra si può arrivare a distruggere l'avversario, annientare persone e popoli, mentre nell'economia di mercato lo si può sfruttare, certo, ma alla fine avrà sempre la possibilità di rispondere. E lo abbiamo visto: abbattuti i regimi comunisti senza fare la guerra, sono stati accolti nel mercato globale, e hanno potuto giocare le loro carte. Chi vendendo le sue materie prime, come la Russia, chi producendo e esportando manufatti come la Cina. Si sono creati tanti problemi, ma anche molto benessere e opportunità.
Ora abbiamo visto che l'Europa non può avere una moneta unica se non ha una struttura statale unitaria, cioè fisco e regole economiche. Speriamo che i nostri politici siano abbastanza consapevoli da capirlo. L'Italia unita costò molto ai ceti più deboli, e sta costando anche l'Europa. Ma tornare indietro è impossibile.
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