Cittą di Fellini o di Antonioni?

RIMINI - Notizie satira - mer 27 giu 2012
di Lia Celi

Una riforma costo zero: parlarsi di più
Nel regno dell'incomunicabilità, succedono tante di quelle cose che nemmeno ce ne accorgiamo

Più riminese di così non poteva essere, la guida «Rimini, itinerari nel tempo fra città e museo», curata per la Provincia da Angela Fontemaggi e Orietta Piolanti e destinata a un pubblico giovane. 

A guidare i teenager fra reperti e monumenti cittadini non è una voce sola, ma dieci personaggi-simbolo, da Eutiche a Fellini: espediente indovinatissimo per raccontare la città nelle diverse epoche, ma che, al tempo stesso, rappresenta plasticamente uno dei suoi difetti più evidenti, l'incapacità di parlare con una voce sola, o almeno di coordinare le sue diverse voci in una polifonia sensata.
Ma mentre è comprensibile che Alessandro Gambalunga non sapesse cos'era Amarcord, e che Francesca da Polenta non conoscesse l'attività del writer Eron (neanche quella del writer Dante Alighieri, peraltro) è più strano che un riminese non conosca le iniziative organizzate nell'isolato vicino al suo.
Tanto per dirne una: dal 17 al 19 maggio Rimini ha ospitato AllegroMosso, il festival delle scuole di musica europee. Per due giorni i portici, le piazze e i teatri del centro hanno ospitato una no-stop di concerti tenuti da artisti giovanissimi, bravi e belli come il sole; unico segno visibile di attenzione da parte della città, un pullman sbarrato in piazza Cavour con una locandina appiccicata con lo scotch. Chi, incuriosito dalle tante comitive di ragazzi che sciamavano con strumenti e spartiti sottobraccio, avesse chiesto lumi a edicolanti o baristi, avrebbe trovato solo facce perplesse e braccia allargate.
Lo sguardo dell'amministrazione locale su «Mare di libri», il festival della letteratura per adolescenti che ogni anno attira in città fior di scrittori e tanti giovani fan, ricorda molto quello della mucca che fissa il treno. Giovedì 21, festa del solstizio, erano in programma i fuochi d'artificio sul lungomare: «verso le 23», assicurava il bagnino. In realtà lo spettacolo pirotecnico è iniziato venti minuti prima, sorprendendo ancora sulla porta di casa chi stava per uscire a vederli. O qualcuno deve avere trasmesso male il messaggio, o è stato mal recepito.
E sono solo alcuni esempi minimi: l'estate rischia di offrircene molti di più. Se la Rimini contemporanea non ispirava più il grande Federico, in compenso avrebbe potuto offrire mille spunti al suo collega ferrarese, Michelangelo Antonioni, poeta dell'incomunicabilità.
I riminesi sono gente concreta. Se gli si dicesse che per «fare sistema» non bisogna entrare a comprare una quota in una ricevitoria del Superenalotto, ma, semplicemente, parlarsi di più e scambiarsi informazioni, si batterebbero la fronte e comincerebbero a farlo subito. Sarebbe una delle classiche riforme a costo zero e ad alto risultato. Anche a Friburgo hanno cominciato da lì.
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