RINNOVARE LA POLITICA? NOI CI CREDIAMO

RIMINI - Notizie primo piano - mer 13 giu 2012
di Stefano Cicchetti

La battaglia dei coordinatori di Pd e Pdl contro mille resistenze
Emma Petitti e Fabrizio Miserocchi, due quarantenni alla guida dei maggiori partiti della provincia

Lei 42 anni, lui 44: in due non fanno l'età di Giorgio Napolitano, eppure guidano i due maggiori partiti della provincia, Pd e Pdl. Ma proprio per questo Emma Petitti e Fabrizio Miserocchi si sentono ogni giorno definire "vecchi", "casta", "fuori dalla realtà". Cosa provano? Come reagiscono? Cos'hanno da dire ai loro rispettivi schieramenti, ma soprattutto a cittadini sempre più distanti, arrabbiati, sfiduciati?
Li abbiamo ascoltati durante una chiacchierata franca e cordiale, fuori dagli steccati dei rispettivi schieramenti, pur senza perdere di vista le idee e i valori che li separano.

Anche oggi i giornali definiscono Pd e Pdl ormai "fuori dalla realtà". Hanno ragione?

Emma Petitti: «Detto così, hanno ragione. Poi bisognerebbe aggiungere che è l'intero sistema a essere bloccato. E' vero: con il governo dei tecnici impegnato a risanare l'economia, ai partiti spetterebbe fare almeno le riforme, innanzi tutto quella elettorale e il taglio dei costi della politica. Fin qui, niente. Ma chi blocca le riforme? Il Pd ha presentato le sue proposte. Ma al di là delle responsabilità, ormai il tempo è pochissimo, si gioca tutto in questi mesi. Le scosse ci sono già state, se le risposte non arrivano ci sarà il tracollo. E sarà per tutti. Eppure non è facile da qui, dalla periferia, far capire ai vertici che siamo davvero al limite. Io, come Fabrizio, incontro la gente tutti i giorni, ci mettiamo la faccia perché abbiamo una passione e magari qualche idea. E non mi sento certo fuori dalla realtà. Dopo di che, i partiti hanno tutte le responsabilità possibili, ma le "caste" sono solo nella politica? A Rimini, fra Provincia e Comuni, il 90% degli eletti nel Pd è al primo mandato. Nella segreteria comunale appena insediata l'età media è di 35 anni e in quella Provinciale 40. La scelta delle primarie è chiara e netta. Se ricordiamo i nomi di 10 anni fa, non ne troviamo più uno. Si può dire lo stesso delle associazioni, delle banche, dei cda che "contano"?»

Fabrizio Miserocchi: «D'accordo su tutto. Magari non cambiare la legge elettorale fa un po' comodo a tutte le segreterie nazionali, ma per il resto è proprio così. Per conto mio, ho accettato l'incarico il 28 febbraio scorso. Con piena coscienza di quel che mi aspettava e per pura passione. E cosa mi aspettava? Una fase difficilissima per il mio partito, dentro a una fase ancor più difficile per il Paese. Come diceva Emma, noi incontriamo la gente tutti i giorni. E sentiamo con le nostre orecchie che davvero le chiacchiere stanno a zero. Non conta neanche più l'appartenenza, la bandiera. La gente vuole risposte, punto. E se le risposte non arrivano dai partiti tradizionali si va da un'altra parte. Magari nella demagogia o nel rifiuto totale del voto. Un piccolo esempio: ho partecipato a un'assemblea dell'Ance, costruttori edili. C'era l'assessore Mirra che spiegava come mai un progetto di una casa di cura che vorrebbe ampliarsi, che darebbe occupazione, positivo sotto ogni punto di vista, sia invece bloccato: nelle carte urbanistiche regionali c'è una "riga" che non consente... a quel punto se non fossimo stati fra persone civili sarebbe scattato il linciaggio. L'umore era quello: ma come, dicevano i costruttori, se non siete voi politici a poter cambiare quella "riga", allora chi lo dovrebbe fare? E attenzione, non c'entra la persona di Mirra, poteva esserci chiunque al suo posto. Perché è vero: se la politica non dà risposte, a cosa serve? E dunque: vogliamo provare a trovare un tema sul quale tutti noi una risposta riusciamo a darla? Io ne dico uno: le fogne»

Emma Petitti: «Noi a ragionare ci stiamo sempre. Parliamo di fogne, di ambiente, di dare un futuro al nostro turismo, di sviluppo sostenibile? Ma certo, magari! Ma rivendico anche che non stiamo proprio fermi. L'Emilia Romagna è l'unica regione che abbia varato delle norme per la semplificazione, per tagliare in modo incisivo quella burocrazia che sulle imprese e le famiglie pesa quanto e più delle tasse. Stiamo lavorando intensamente sulle unioni dei comuni, le aree vaste, la razionalizzazione dei servizi, combattendo anche contro mille campanilismi. Il problema non è solo di idee ma anche di risorse che oggi mancano. Dopo di che, è certo vero che ormai siamo percepiti come "tutti uguali". Io però in certi precisi valori ci credo: come mettere il merito al centro delle cose. Tutelare la dignità del lavoro. Semplificare».

Fabrizio Miserocchi: «Però, Emma, voi dite di essere aperti al confronto, poi sul bilancio del Comune di Rimini succede quel che succede. Volete continuare così? Fate pure. Ma intanto siamo gli unici a non averlo ancora approvato... ».

Emma Petitti: «Per discutere il bilancio ci sono gli organismi democratici e la discussione mi pare ci sia stata. Certo, in una situazione d'emergenza che conosciamo tutti. Dove gli Enti Locali stanno facendo gli "esattori" per conto dello Stato. Avremmo bisogno di un vero federalismo fiscale, mentre lo abbiamo avuto solo a parole mentre nei fatti si andava esattamente dalla parte opposta».

Fabrizio Miserocchi: «Il progetto federalista di Calderoli era buono, ai Comuni sarebbe arrivata una vera autonomia. Ma poi non ci hanno messo le risorse e si è vanificato. Troppe resistenze da parte di altri enti a cominciare dalle Regioni, di ogni colore politico, per carità. Ma comunque, fatto sta che da noi in Provincia con Vitali il confronto è costruttivo, mentre in Comune con Gnassi è semplicemente impossibile. Ma senza voler guardare in casa degli altri e parlando di rinnovamento, le resistenze ci sono dappertutto, e il Pdl riminese non è esente. Dopo di che fuori dei partiti non si scherza. Noi dobbiamo rispondere al grido disperato delle aziende, ma come mai Confindustria non ha detto le cose che dice ora cinque anni fa? Nei consigli di amministrazione pubblici e privati, appunto, quanto è cambiato? Ripeto, tutto ciò non assolve la politica finché non sarà capace di cancellare quella famosa "riga". E questo vale anche per nuovi movimenti, sia ben chiaro. Finora Grillo è come Berlusconi nel '92: usa un canale di comunicazione nuovo per la politica, il web, e vi detta legge, come allora il Cavaliere usò le televisioni di cui era il pioniere. Anche allora arrivarono idee nuove, nomi nuovi, alcuni bravi e altri meno. Ora però la realtà è quella che ha descritto Schifani: se il centro-destra non fa chiarezza sul cosa fare, si sfalda. Per Grillo sarà lo stesso, ma subito. Ha anche gente in gamba, come a Comacchio, non è vero che siano sprovveduti. Ma se a Parma si grida "evviva niente inceneritore" e poi la soluzione per i rifiuti è portarli in Olanda, finita l'euforia demagogica non c'è dubbio che la gente saprà fare i suoi conti».

Sulle fogne vi siete già trovati d'accordo. Per il rilancio dell'economia cosa avete in mente?

Fabrizio Miserocchi: «L'urbanistica da noi può muovere almeno il 30% dell'economia. E siamo tutti d'accordo sul rinnovare e ristrutturare l'esistente. Ma anche qui, basta demagogia. A Rimini in dieci anni la popolazione è aumentata di 30 mila abitanti, una Riccione in più. Dove li mettiamo? Anche queste sono risposte da dare, al di là degli slogan contro il mattone selvaggio. Noi non vogliamo niente di selvaggio, ma trovare risposte sensate e condivise, quello sì ».

Emma Petitti: «Sfondi una porta aperta, io mi considero un tipo pragmatico e realista. "Basta con il consumo del territorio" non può essere solo uno slogan, dobbiamo riempirlo di contenuti, di indirizzi e norme coerenti e non contraddittorie rispetto al riutilizzo e non al consumo degli spazi urbani, al risparmio energetico e dentro a linee di sostenibilità ambientale, di cose fattibili insomma. Se vogliamo che i proprietari ristrutturino, dobbiamo spianargli la strada, dare gli incentivi, aprire il credito. E, insisto, semplificare semplificare semplificare.».

La vostra età ve lo permette e il vostro ruolo ve lo impone: possiamo ragionare guardando ai prossimi 50 anni? Possiamo sperare che la riqualificazione del patrimonio edilizio terrà conto di quel che sta succedendo in Emilia? Il 70% dei nostri edifici è a rischio sismico...

Fabrizio Miserocchi: «Certamente questo deve essere il punto centrale della riqualificazione edilizia. E deve restare tale, appunto, per i prossimi decenni, non parlarne solo ora sull'onda dell'emozione».

Emma Petitti: «E anche su questo sono perfettamente d'accordo, la sicurezza dev'essere il perno della riqualificazione anche domani, superata l'emergenza. Allo stesso tempo l'emergenza sismica non deve far dimenticare emotivamente risparmio energetico e fonti alternative, riqualificazione urbanistica a partire dai contenuti del Piano Strategico e dalle linee del nuovo Piano Strutturale Comunale, la mobilità lenta, la pedonalizzazione e gli spazi verdi delle città, per aumentarne la sostenibilità e la qualità della vita. Poi però, proprio per essere realisti, tutto da soli magari in 50 anni lo potremmo anche fare, ma finché gli enti locali sono strangolati dal patto di stabilità, non riparte il credito e non si studia un sistema di incentivi fiscali per esempio, il fare diventa una chimera. Già oggi, quanti milioni di lavori e di incentivi potremmo sbloccare in questa Provincia, dove i bilanci sono quasi ovunque virtuosi?».

Fabrizio Miserocchi: «Però anche sul fronte della riduzione della spesa pubblica potreste fare di più. Per esempio, noi diciamo nei servizi alla persona di passare da ente gestore e ente regolatore, fissare regole chiare e controllare non gestire direttamente. Proviamo a farlo esternalizzare tutti gli asili e vedrete che i risparmi ci saranno senza ridurre la qualità dei servizi».

Emma Petitti: «A questo invece non ci sto. Credo che il problema non sia solamente di esternalizzare ma di regolare e verificare i servizi nel rispetto dei diritti, professionalità e capacità di spesa. Si la sussidiarietà è un'opportunità ma grazie al pubblico che indirizza, controlla, regola ed accredita, come già avviene in Emilia - Romagna. La spesa pubblica è un problema in questo Paese, ma questo non può avvenire a discapito di una sanità e di servizi sociali di qualità. Uno dei settori in cui è possibile invece liberalizzare, aumentare la concorrenza del e nel mercato attraverso le gare a vantaggio dei cittadini è quello dei Servizi Pubblici Locali, attraverso i capitali di impresa, anche pubblici, è possibile fare investimenti e quindi creare condizioni di nuovo lavoro aumentando reti e infrastrutture di cui il nostro Paese ha bisogno.... Visto che non siamo poi "tutti uguali"?».

 

 

 

 

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