Oltre all'Imu ci vorrĂ  anche la polizza

Rimini - Notizie Borgo Sant'Andrea - mer 30 mag 2012
di Claudio Costantini

Un anno fa l'allarme dell'Ordine degli Ingegneri
A Rimini il 70% degli edifici non è in regola con le norme antisismiche

Puntualmente ogni volta che in Italia la terra tragicamente trema distruggendo edifici e uccidendo persone, le città fanno l'esame di coscienza. Si interrogano chiedendosi dove e di quale intensità sarà il prossimo evento, quali sono le prevenzioni adottate. Domande che si fa anche la nostra città ricordando il terremoto del del 1916. In tre riprese - 17 maggio, 16 giugno, 16 agosto, oltre a scosse protrattesi fino a dicembre - Rimini contò 4 vittime, 15 Riccione, centinaia furono i feriti, 1000 edifici lesionati di cui 600 dovettero essere abbattuti.
Un anno fa a Rimini l'Ordine degli Ingegneri della nostra provincia ha promosso una serie di incontri e mostre dal titolo "Io non tremo" per far conoscere gli effettivi pericoli di eventuali sommovimenti tellurici. Una iniziativa che riuscì a focalizzare nelle giuste dimensioni e senza creare inutili allarmismi il problema della prevenzione. La stessa rassegna adeguandosi a diverse realtà, in collaborazione con il locale Ordine degli Ingegneri è stata proposta dal 5 al 23 maggio a Pesaro, poi sarà la volta di Firenze.
L'Ordine ci rammenta che a Rimini il 70% degli edifici non è in regola con le norme antisismiche dal momento che fino al 1983 non rientravamo nella categoria di città ad alto rischio. Lo eravamo dal 1927 al '38. Dopo la guerra si doveva ricostruire e si derogò alle regole di prevenzione sismica. Dal 1983 le normative sono diventate via via più severe (decreti del 2003 e 2008). Nella classificazione della sismicità che prevede 4 categorie, Rimini è nella seconda (medio alta). Sempre l'Ordine tiene a sottolineare che queste notizie sono utili al cittadino non solo per la prevenzione, ma anche per stabilire il valore dell'immobile, casa o appartamento che vuole eventualmente acquistare.
Il problema di dimensione maggiore rimane quello dell'adeguamento di vecchi edifici dovendo seguire criteri che prevedono quattro gradi di intervento: riparazione, miglioramento, adeguamento e ristrutturazione. Alle volte conviene abbattere e poi ricostruire, per altri edifici, come quelli storici, ci si dovrà fermare al "miglioramento".
Nel frattempo, dal con il decreto del 16 maggio il governo ha stabilito che lo Stato non pagherà più i danni causati da catastrofi naturali. Entro 90 giorni dalla pubblicazione in "Gazzetta", palazzo Chigi dovrà emanare un regolamento. Si parla di agevolazioni fiscali per chi assicura il proprio immobile.
Ma un'assicurazione 'volontaria' di fatto significherebbe disparità tra cittadini secondo che vivano in zone a rischio o no. Senza contare le differenze fra i premi delle polizze, che in zome ad alto rischio potrebbero essere astronomici.
La conseguenza è una sola: si dovrà arrivare all'assicurazione obbligatoria per tutti con un costo che, secondo le stime dei tecnici delle varie amministrazioni dello Stato e delle stesse assicurazioni, dovrebbe essere attorno ai cento euro ad abitazione.

 

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