Ruby Rubacuori č di Sant'Ermete

Rimini - Notizie Centro Storico - gio 03 mag 2012

Macchè nipote di Mubarak!

Al Bar Casale di Sant'Ermete lo ricordano ancora; era nel gruppo dei "birri" patentati. A differenza di altri non parlava molto, ma con le donne ci sapeva fare, tant'è che era sempre in classifica. Si chiamava Giancarlo Robinia, soprannominato Marùga (dal nome dialettale delle piante di robinia, i marugòn).
Un giorno, interrompendo il suo solito riserbo, si era dilungato a parlare con gli amici di una ragazza splendida, "la fine del mondo", conosciuta al mare.
«È marocchina».
«Va là che ti vuole pigliare per il culo!».
«No è proprio vero; è la figlia di un diplomatico. Ha una pelle che sembra velluto».
«Ma hai già bagnato il biscotto?».
A questa domanda diretta, Giancarlo aveva risposto in maniera obliqua: «Ci sto lavorando».
Però, dopo quel giorno, non ne aveva parlato più. Gli amici non erano riusciti a conoscere l'esito dell'approccio, salvo verificare che la ragazza non rientrava nel novero dei "trofei" inclusi nella statistica.
Tuttavia si vedeva che qualcosa doveva esser successo: Giancarlo non era più quello di prima; ancor più taciturno e riservato.
Passa l'estate, si fanno le graduatorie, si premia e si festeggia. Nei mesi seguenti il bar vive di ricordi; però della ragazza marocchina più nessuna parola, ormai caduta nel dimenticatoio.
Sennonché un pomeriggio, quasi un anno più tardi, quella linguaccia del postino - che era uno del gruppo - raggiunge il Bar con la notizia-bomba: «Ragazzi, Giancarlo oggi ha ricevuto una lettera dal Marocco!».
Il Bar Casale è in fermento; tutti a caccia dell'amico, per avere notizie. Ma Giancarlo è muto. Passa qualche tempo e si viene a sapere che è partito.
Batti e ribatti, attraverso un lontano cugino, qualcosa trapela. Il giovane è andato in Marocco. In quella casa - una casa molto in vista - era scoppiato un mezzo scandalo. Per mettere tutto a tacere, la giovinetta era andata a partorire lontano; e la bambina fatta adottare da una famiglia fidata.
Da allora sono trascorsi diciotto anni. Giancarlo non è più tornato a Sant'Ermete. Nella nuova patria, ha avviato una piccola attività che gli ha permesso di campare e di mantenere il contatto con la sua bambina che, nel frattempo, è diventata una bella ragazza (un po' birbantella, a dire il vero); e che ultimamente ha scelto di fare ritorno in Italia, dove era stata concepita.
A dispetto di una apparente superficialità, nel suo cuore è rimasto un profondo legame con il padre carnale; al punto che, in omaggio a Giancarlo Robinia detto Marùga, la ragazza ha voluto assumere il nome di "Ruby el Maroug".

Estero D.

 

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