LA MALEDIZIONE DEI SOTTOPASSI

RIMINI - Notizie primo piano - mer 04 apr 2012
di Stefano Cicchetti

Fra i tanti misteri: ma chi sbaglia non paga mai?
Scavare sotto la ferrovia a Rimini porta davvero male

Odissea, tela di Penelope, fatica di Sisifo. Quando a Rimini si parla di sottopassi ferroviari pare inevitabile che sia la mitologia ad avere il sopravvento. Perché la razionalità non sembra sufficiente per spiegare come mai non ne va dritta una. Deve pesare su di noi una qualche maledizione, se ogni volta che si tratta di passare sotto i binari sono guai. L'ultimo caso è quello di via Pascoli, ma l'elenco dei precedenti è lunghissimo.
E gli enigmi non finiscono qui. Un altro mistero che ai più resta inspiegabile è: ma chi sbaglia progetti, preventivi, contratti, non paga mai?
Secondo gli antichi, le divinità ctonie regnavano sul mondo sotterraneo. Facevano germogliare i semi, ma soprattutto accoglievano i morti. Dei oscuri e inquietanti, dunque, da tenere buoni in ogni modo. Erano Ade e Persefone presso i Greci, Osiride in Egitto, Plutone e Proserpina fra i Romani, Feronia per gli Etruschi, l'Angizia degli Umbri, la Mefite dei Sanniti. Anche i nostri progenitori certamente li tennero nel debito conto con riti appropriati.
Riti che oggi ci farebbero un gran comodo, visto quante sventure si abbattono ogni volta che dobbiamo scavare, specialmente per passare sotto una ferrovia.
L'ultima epopea narra del sottopasso di via Pascoli. Nato già male, dovendo scontare il peccato originale di tutte queste opere che rimpiazzano i passaggi a livello: arrivano troppo tardi. Quando ormai, e da decenni, intorno si è costruito a man bassa. Si fa quindi quel che si può, che difficilmente corrisponde a quel che servirebbe.
In via Pascoli non c'è spazio, altrimenti diverse abitazioni resterebbero "murate". Quindi si va un po' più in là, in via Poerio, con un tunnel a gomito, a senso unico, passando sotto anche a una piscina. Scomodi e pericolosi i collegamenti con la viabilità esistente. Solo per temerari la corsia ciclabile anch'essa a senso unico, separata dalle auto appena da una linea bianca. Nonostante mille traversie, compreso l'immancabile ordigno bellico, l'opera giunge a compimento, con tanto di chiusura a sorpresa delle sbarre, visto che comunicare fra comuni e ferrovie pare utopia. La prodigiosa scomparsa del passaggio a livello prima che il sottopasso fosse completato si era infatti già verificata alle Celle nel 2001.
Ma in via Pascoli è previsto almeno un sottopasso pedonale. Soliti ritardi nell'apertura del cantiere, che però si ferma subito. Qualcosina non è stata segnalata dal progettista: tubo del gas da 15 atmosfere e linea elettrica da 15mila volt. Se va bene, un anno di lavori in più.
Niente, in confronto agli ultimi otto anni che gli abitanti di Marebello hanno trascorso contemplando il sottopasso di via Portofino. Pronto, ma non utilizzabile, per un contenzioso fra comune e i proprietari delle aree su cui deve passare la relativa strada. In via Lagomaggio se la sono cavata in tre anni, ma le auto non passano più, né ci potevano passare, visto quanto si è costruito attorno. Invece quando fu eretto il ponte di via Tolemaide si era pressoché in campagna, eppure lo si fece così basso da scapitozzare camion e bus.
Non ci stupiremo quando dei nefasti sottopassi riminesi si occuperà Voyager. L'unica sede dove forse potrà essere disvelato anche l'altro mistero fin qui insondabile: ma chi sbaglia progetti, conti, preventivi, contratti, non paga mai di persona? Non sarà per questo che gli dei inferi ce l'hanno con noi?

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