La minestra de Padaion e la tessera della povertĂ 

Rimini - Notizie Centro Storico - mer 22 feb 2012

I ricordi di Guido, Renata e Piero

Uno dei ricordi più vivi nella mente degli anziani riminesi è la "minestra de Padaion". Si trattava della minestra che veniva distribuita alle persone indigenti che avevano la tessera di povertà, distribuita dal Comune di Rimini. Guido mi racconta che la distribuzione avveniva dietro il palazzo del Comune in un grande magazzino: in fondo lungo la parete venivano cotti tre pentoloni di minestra che veniva tolta dal fuoco "a mizdè in punt ma in mancheva riterd". Poi veniva distribuita con un mestolone nella giusta razione a tutti: tra le persone in fila ai sèra enca me, perchè ai quei tempi non si scherzava, i poveri erano tanti e i Signori facevano i Sgnòr. Tante erano le persone che si mettevano in fila affamati ad aspettare: molti mandavano i figli che spesso durante la distribuzione litigavano per futili motivi. Alcuni si vergognavano di essere lì, ma la vergogna è altra cosa, vergogna è andare a rubare. Renata, una signora di 70 anni mi racconta che ci andava anche lei "sinà un sbarcheva e lunèri". Per avere la minestra ui vuleva la tesra (Tessera di Povertà), un documento che veniva rilasciato alle famiglie indigenti con cui si poteva usufruire di numerosi servizi sanitari e sociali. Renata allora era una bambina e ricorda che con la tessera poteva entrare gratis al cinema. La tessera era comunque indispensabile e utilissima per molte famiglie in difficoltà perché la vita era carissima. C'era pochissimo da mangiare è mi bà e purteva e pesc in pescheria dal porto con il carretto e d'inverno quando c'era il mare grosso spesso non lavorava. A chèsa e purteva il pesc che rimaneva, così mia mamma cucinava la minestra di pesce per tutti. Piero, invece è più anziano di Renata e racconta che lavorava come muratore da quando aveva 11 anni. Anche lui a 20 anni aveva la tessera e usufruiva di diversi servizi. Il suo sogno era quello di costruire un albergo e così risparmiava il più possibile. Durante la guerra sentiva i tedeschi dire che Rimini era una bella città e aveva una bella spiaggia così aveva deciso di investire nel turismo. Alla fine il suo sogno si è avverato. Anche oggi tante persone sono costrette a rivolgersi alla Caritas per avere pasti gratuiti. Purtroppo è una realtà amara ma non per questo da nascondere.

Claudio Cupi

commenti

Chiamamicittà - via Bonsi, 45 - - 0541 780332 - Fax 0541 784170 - info@chiamamicitta.net
Codice Fiscale-P.IVA 02 410 730 408 - Reg. Imprese Rimini n° 02 410 730 408 Capitale Sociale euro 35.000,00 i.v.
Copyright ©2013  - č