Verso il prossimo governo Celentano-Grillo

RIMINI - Notizie satira - mer 22 feb 2012
di Nando Piccari

C'è chi predica male e razzola peggio
Ma speriamo che un posto in squadra ci sia anche per Giovanardi

Adriano CelentanoIn occasione degli eventi devastanti che ormai si succedono a catena, aggiunge talvolta una nota di tristezza e di rabbia lo sciacallaggio messo in atto da cinici profittatori. Nella recente "mega-nevicata nazionale" non si sono però avute notizie in tal senso, se non in un caso: quello di Guido Bertolaso, l'ex demiurgo della Protezione Civile che ha avuto l'ardire di scrivere sul suo blog "Grazie neve, per averci aiutato a capire che la Protezione Civile serve": un'uscita, oltre che sciacallesca, mistificatoria per almeno tre motivi.

Innanzi tutto Bertolaso vuol far credere che taluni odierni "impacci operativi" della Protezione Civile (che nonostante ciò si è fatta onore) dipendano dall'esserle venute meno le di lui eccelse capacità direzionali, anziché dal fatto che il Governo Berlusconi abbia messo quel settore strategico al guinzaglio del ministero di Tremonti, da dove la Cancellieri ha assicurato di volerlo liberare. Egli vuol inoltre dare ad intendere di essere stato "sacrificato" perché questa era la condizione per operare il colpevole ridimensionamento della Protezione Civile; mentre invece è stato costretto ad andarsene perché chiamato dalla Magistratura a rispondere di svariate "marachelle". Infine, mentre tanta parte d'Italia era sull'orlo della disperazione, lui se la rideva gongolante con stupide battute - ci mancava solo "Nevica, governo tecnico!" - a far da sponda all'insulsa polemica dell'inetto sindaco di Roma contro il successore Gabrielli. È proprio il caso di dire "da che pulpito viene la predica!"
A proposito di prediche, forse qualcuno mi taccerà di snobismo, ma nonostante il rammarico di essermi perso l'esibizione di Samuele Bersani e Bregovic, sono contento di appartenere a quella pur sempre larga "maggioranza indifferente" che non ha guardato Sanremo, una manifestazione dove la musica è ormai diventata il blando pretesto per allestire un baraccone pieno della zavorra che sta mandando a fondo la televisione pubblica. Per coerenza, dovrei quindi astenermi da ogni considerazione a proposito della penosa gradassata inaugurale - al momento in cui scrivo non è dato sapere se ve ne saranno altre - messa in scena dall'iper-pagato Celentano, che da incolto e presuntuoso orecchiante pontifica su argomenti a lui sconosciuti con lo "svaccamento" tipico di chi conciona di calcio al bar. Però non ce la faccio a trattenermi da un divertito commento riguardo al pianto greco a cui si sono abbandonati "la Direttora" e - per quel che conta - il Presidente della Rai all'indomani della prima celentanata, con tanto di scuse e capo coperto di cenere. Cari signori, vi portate in salotto un caprone e poi vi stupite e vi addolorate se...si comporta da caprone? Avete assecondato la becera millanteria di uno che si è dato la patente di "predicatore" pur sapendo a malapena parlare l'italiano, ora vi lamentate delle conseguenze?
In fatto di rozzezza e volgarità espressive magari no, ma in quanto ad ignoranza Celentano riesce a battere perfino l'orrido fervore qualunquista di Grillo, il quale perlomeno, quando ancora sapeva fare il comico e aveva fra i suoi autori Michele Serra, qualche rudimento culturale l'aveva "preso su", anche se oggi si perderebbe tempo a cercarne una residua traccia nel suo para-fascistico farneticare.
Se le cose dovessero andare secondo il "modello San Remo", chissà che allora il secondo tempo del berlusconismo non ci riservi un bel Governo Celentano-Grillo: dopo il "governo tecnico", arriverebbe così il "governo paranoico", aperto a tutti coloro che siano posseduti da una qualche ossessione.
Avrebbe diritto a un posto in quella squadra pure l'on. Giovanardi, da sempre coerentemente ossessionato dal fatto che possano stare al mondo anche persone omosessuali, cosa che lui considera un "affronto alla famiglia". L'ex ministro dal pensiero ruminante ha fatto addirittura morire d'invidia Borghezio per la finezza della sua ultima esternazione in materia, secondo la quale guardare due donne baciarsi gli procura lo stesso fastidio di uno che faccia pipì per strada. Ne sono seguite delle immancabili polemiche che però non condivido, perché ognuno dev'essere padrone delle sue fisime. Anch'io, per esempio, ogni volta che Giovanardi compare in TV, per una sorta di riflesso condizionato mi precipito in bagno a tirare giù l'acqua.

 

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